“Dati preoccupanti per una città che sarà sede (tra poco) del primo porto croceristico in Europa.
Di una città che avrebbe dovuto conoscere il trend positivo del turismo croceristico, da decenni in crescita, e che continuerà a crescere nel prossimo futuro.
Avrebbe dovuto adeguarsi, riposizionarsi. Invece stazione, trasporti, qualità urbana, decoro, cultura non si sono né evoluti, né adeguati alle migliaia di persone che rimangono in città ,né ad una qualsiasi vaga ipotesi di sviluppo turistico.
Civitavecchia ,il suo territorio ,o meglio un sistema territoriale , ha e avrebbe dovuto avere un ruolo nel sistema turistico italiano.
Civitavecchia giustamente come affermato in un recente convegno dovrebbe avere un ruolo centrale per la transizione energetica,e invece per il turismo si svicola, si rimanda si tace,,o forse come sempre si sottovaluta il problema,nonostante i dati economici dicano l’opposto.
E’ questa la contraddizione di questa città :primo porto croceristico in Europa e in sofferenza ,grave sofferenza economica della città incapace di intercettare flussi di turismo ,in parte già presente .
Perché le crociere invece,la ricchezza la portano,ma in gran parte ( come avveniva nelle fabbriche dell’800 rimane dentro i cancelli,cioè dentro il porto,dentro le navi.
Se si facesse una riflessione pubblica sul crocerismo( l ultima fu fatta ai tempi di Pasqualino Monti e da qualche associazione locale),si scoprirebbe che le crociere portano alla città occupazione,lavoro, ricchezza ,così come il turismo in generale; sarebbe bello avere i dati occupazionali della Compagnia portuale,delle agenzie marittime,dei fornitori locali,dei servizi portuali,per comprendere la consistenza delle cifre e degli occupati.
Poi c è l’indotto ,che secondo una indagine di Rtc sfiorava 1 milione di euro ,in gran parte lasciate in servizi.
Poi taxi ,ncc, b&b,trasporto pubblico di csp che tiene a galla la società; ma niente è stato fatto per creare una sinergia tra città e porto; siamo una città con il porto, priva di obbiettivi comuni,divisi da una inferriata simbolica,senza piani strategici coincidenti.
Ed i dati riportati sulla desertificazione commerciale( mai presentati da “Conf com” in città ,chissà perché) evidenziano che il tessuto commerciale non solo è in sofferenza,ma è stato incapace di intercettare quel flusso continuo di turisti e che al di là di alberghi e pubblici esercizi,soffre di una disertificazione che porta con se degrado e solitudine,mentre i negozi sono relazione,sicurezza vivibilità.
Il futuro di questa città è nel porto; anche nelle crociere e nel turismo;
Ma in casi come questo di stridente contraddizione economica,bisogna tentare di dare una svolta,di tentare qualcosa che non è stato mai fatto.
Si convochino gli Stati Generali del turismo,con la partecipazione di pubblico e privato,si mettano allo stesso tavolo insieme ,per una riflessione seria,strategica,concreta,Ferrovie,aereoporto di Fiumicino,autostrade,i sindaci di tutto il territorio,(perché ormai la competizione avviene tra territori),operatori turistici,armatori,Adsp,,forze sociali,regione ,Camere di commercio.
Si arrivi ad un progetto comune di rilancio e sviluppo del territorio in senso turistico ; possibile con il primo aereoporto in Italia ed il primo porto in città ,con un territorio dove abbonda il patrimonio Unesco ,bellezze naturalistiche .
Pensi il comune ad un evento del genere, oppure ci pensi l’Adsp che mi sembra disponibile ai confronti,oppure Confcommercio regionale,visto che si dovrà anche discutere con Viterbo,oppure la stessa regione Lazio.
Ma qualcuno lo faccia , e si faccia un confronto concreto,perché a me sembra assurdo che un territorio con un sistema logistico primario, non debba strutturare una ‘rete integrata di settore,competitiva e ridare vita ad una città ed a un territorio in sofferenza economica e sociale.
Forse è mancata la visione ,e’mancata la strategia ,sono mancate le competenze ;e’ mancato pensare in grande ,non ci si è’ mai creduto ,mentre invece un sistema turistico ,un territorio attrezzato a sistema potrebbe essere uno,ripeto uno degli elementi di rilancio per il territorio .
Poi vanno pure bene le ordinanze antialcol , e le polemiche su festival estivi,ma forse sarebbe necessario un salto di qualità.
Tullio Nunzi
