Bullismo, il punto e le riflessioni dell'istituto Ladispoli1 • Terzo Binario News

Bullismo, il punto e le riflessioni dell’istituto Ladispoli1

Gen 9, 2018 | Ladispoli, Scuola, Sociale

“Con la L. n. 71 del 2017, pubblicata in Gazzetta Ufficiale in data 3 Giugno 2017, e in vigore dal 18 Giugno 2017, il Legislatore italiano ha, per così dire, sanato una situazione di vuoto normativo in materia di condotte ascrivibili al tanto odioso quanto pericoloso fenomeno del cyberbullismo – spiega in un comunicato inerente al tema la preside dell’istituto Ladispoli 1, Tiziana Aloj – Ci siamo chiesti come può la  scuola  italiana  priva di mezzi e sempre più povera,  farsi carico di ulteriori pesi e responsabilità.  Ne abbiamo parlato in classe con i ragazzi attraverso un laboratorio sul cyberbullismo attivato nelle classi delle medie. Il cyber bullismo non è solamente una forma di bullismo compiuto «mediante la rete telematica». È qualcosa di più sottile, infido e pericoloso. D’altra parte, proprio la strumentalità adoperata modifica sostanzialmente la pratica stessa del bullizzare, o della volontà atta a «imporre la propria personalità con atteggiamenti prevaricatori o di sopraffazione».

Crescono nelle nostre scuole gli episodi di bullismo ma anche, semplicemente, gli episodi di scorrettezza,  di non rispetto delle regole, del corpo docente, episodi che richiedono da parte del consiglio di classe  provvedimenti disciplinari che possono arrivare fino alla sospensione. Non basta solo una punizione, una sospensione: è necessario una effettiva presa di coscienza da parte degli studenti che si siano resi colpevoli di comportamenti sanzionabili, tenendo presente che sempre di minori si tratta. L’allontanamento dalla vita scolastica non cura, non recupera il bullo anzi lo incattivisce. Insomma: molto meglio per i bulli un’attività socialmente utile piuttosto che una “semplice” sospensione.

La scuola  è uno dei luoghi in cui il bullismo avviene più di frequente:  si deve fare un lavoro di recupero del bullo. Bisogna  creare coesione e rispetto all’interno del gruppo classe. Il bullo ha bisogno di un percorso di terapia, anche perché deve recuperare le competenze relazionali con i coetanei. Molti propongono contro il bullo severità, inflessibilità e punizioni esemplari, sempre più spesso l’allontanamento dalla vita scolastica. I ragazzi devono prendere coscienza dei comportamenti antisociali messi in atto, devono rafforzare il senso di responsabilità e ripristinare rapporti corretti all’interno della comunità. Le punizioni esemplari servono a ben poco. Il bullo merita una punizione , ma poi però,  si deve intervenire attraverso un percorso rieducativo, altrimenti anche la punizione non servirà a nulla.  Ecco perché la nostra scuola ha attivato una diversa procedura che è quella di  non allontanare ma fare in modo che il ragazzo prenda coscienza dei propri errori. La sospensione allora si trasforma con l’obbligo  di frequenza alle lezioni e l’alunno è invitato attraverso uno studio approfondito a prendere consapevolezza e conoscenza del problema, ad esporre il lavoro svolto alle classi.

Attraverso queste esposizioni sono nati all’interno delle classi dei momenti importanti di discussione sull’argomento, i ragazzi sono stati invitati a confrontarsi, a darsi delle risposte e fornire delle soluzioni al problema e soprattutto  capire e governare le modalità con cui i ragazzi utilizzano le tecnologie, sempre più smart e performanti, che hanno a disposizione perché alla portata di tutti: cosa postano? Come? Per quanto tempo al giorno rimangono connessi? Con il permesso di  chi? Allora, diamo più informazioni a questi ragazzi. Non basta il nostro lavoro. Genitori, educatori, insegnanti è tempo di svegliarsi per il bene dei nostri figli!”