Riceviamo e pubblichiamo – “A distanza di un anno e mezzo dal suo insediamento, possiamo tracciare un bilancio su quanto fatto dall’amministrazione Grando sul piano urbanistico. Rileggendo le proposte avanzate in campagna elettorale, il suo programma di governo, non possiamo che rilevarne i punti completamente disattesi: a partire dall’idea di città, su cui si diceva: “no a nuove zone residenziali e no a nuovi piani commerciali”. Lì si affermava, nel programma, chiaramente, che la città “non sarebbe in grado di assorbire un ulteriore incremento del carico urbanistico”.
Tra le tante questioni aperte, vogliamo ricordare che, prima dell’avvento di Grando, esisteva una delibera che non permetteva di abbattere per ricostruire – con cubature diverse e molto superiori – villini e costruzioni nel centro città, quello considerato come “centro storico” di Ladispoli.
Tale delibera non è stata riadottata dall’attuale amministrazione. È successo per disattenzione? Per volontà? Per trascuratezza? Così, l’assenza della delibera “trascurata” ha permesso, senza colpo ferire, abbattimenti e ricostruzioni nel centro città.
Cosa ha partorito, dopo una sofferta sospensione, la tanto sbandierata contrarietà al piano integrato di Piazza Grande? Quanti migliaia di metri cubi porterà nel centro città il nuovo project della Caserma dei Carabinieri? 21.000 mc (metro più o metro meno). Questo è quanto è costata ai cittadini di Ladispoli la nuova Caserma; per intenderci, un intervento con impatto maggiore della tanto osteggiata – in campagna elettorale – Piazza Grande.
Interventi edilizi che contraddicono quanto promesso, insomma, procedendo “a strappo”: senza una visione unitaria, in un contesto urbanistico già delicato e su cui ci si è soffermati, con promesse varie, solamente in campagna elettorale, sembra. Interventi che vedono fin troppo spesso il Comune stesso soccombere, malgrado l’opera di marketing verso cui sembra rivolgersi l’attuale amministrazione. In questo quadro che cosa ne sarà del piano riguardante la Punta di Palo? Avrà lo stesso destino di Piazza Grande?
Che fine ha fatto, invece, il PRG (Piano Regolatore Generale) adottato nel 2010 anche con i voti di forze politiche che sostengono attualmente il sindaco Grando? L’amministrazione sa che sulla base del PRG i proprietari di alcuni appezzamenti agricoli continuano a pagare un’IMU più elevata, come se il procedimento stesso di quel piano fosse giunto a termine e avessero ottenuto un cambio di destinazione che invece non hanno? Il Comune dovrà restituire i soldi ai contribuenti? E non era stato proprio il candidato Grando a fare una campagna elettorale su questo tema, lasciando poi tutto allo stesso modo una volta diventato sindaco?
Sul piano urbanistico, insomma, così come su molti altri, l’amministrazione di Ladispoli dimostra dei limiti notevoli. Limiti che sarebbe giunto il momento di affrontare sul serio invece di mascherare con annunci e arroganza una mancanza di visione della città, una totale assenza di progettualità che fa si che il Comune si trovi spesso a “sposare per inerzia” uno sviluppo che non era certo quello promesso ai cittadini e messo nero su bianco nel programma elettorale.
Tutto ciò fa riflettere e ci fa dire che, davvero, “poco è cambiato”; dietro la retorica, insomma, non ci sono stati assolutamente gli atti conseguenti.
Sbandierare in campagna elettorale il “no a nuove zone residenziali e no a nuovi piani commerciali” non ha nessun senso pratico per chi vuole amministrare la città in modo efficace ed efficiente; piuttosto che promettere il “NO a tutto” per poi subire il “SI ma non ho potuto fare niente” non sarebbe meglio governarli i processi di trasformazione urbana?”.
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