Truffa, frode in pubblica fornitura, falso materiale, falso ideologico, abuso d’ufficio nella gestione dei rifiuti nell’ambito della Provincia di Viterbo ma anche nella raccolta e igiene urbana del Comune di Viterbo.
Questi i capi di accusa che nelle prime ore del mattina hanno mosso oltre 50 carabinieri del Comando Provinciale di Viterbo, in collaborazione con i militari dei Comandi provinciali competenti territorialmente, oltre 25 militari del NOE di Roma, e 38 agenti della Polizia Stradale di Viterbo.
L’intervento delle forze dell’ordine sta interessando le province di Viterbo, Roma, Terni e Latina al fine di eseguire 9 ordinanze di custodia cautelari agli arresti domiciliari emesse dal GIP del Tribunale di Viterbo nei confronti di altrettanti destinatari.
Dalle indagini è emerso che le personalità interessate dalla custodia cautelare avrebbero percepito compensi per servizi di raccolta e gestione dei rifiuti mai resi o ‘gonfiati’. Una truffa che nel solo 2014 ammonterebbe a circa 1 milione e 400mila euro. Sono due i filoni d’indagine seguiti dagli investigatori: uno riguarda l’appalto di raccolta dei rifiuti e igiene urbana e l’altro il trattamento dei rifiuti nell’impianto di trattamento meccanico biologico di Casale Bussi. Nel primo caso sarebbero stati percepiti compensi per servizi di raccolta di rifiuti e spazzamento delle strade mai effettuati nel secondo caso per la produzione di cdr (combustibile da rifiuto) nell’impianto che fino al 2012 non sarebbe mai avvenuta e successivamente in quantita’ inferiori rispetto a quella dovuta e pagata.
Nel corso dell’operazione è stato sequestrato l’impianto di TMB.
Tra gli arrestati anche due nomi eccellenti.
Il primo è Francesco Zadotti, considerato dagli investigatori uomo di fiducia del patron dell’ex discarica romana di Malagrotta. A quanto ricostruito, la Ecologia Viterbo, societa’ coinvolta nell’inchiesta, sarebbe in parte di proprieta’ di una delle societa’ della holding del gruppo Cerroni.
Zadotti ricopre tra l’altro il ruolo di presidente della Ternana calcio. La societa’ comunque non e’ in alcun modo toccata dall’indagine. Zadotti e’ infatti coinvolto nella vicenda poiche’ ritenuto uomo di fiducia del patron della discarica di Malagrotta. Il commercialista romano ha assunto la carica di presidente della Ternana calcio dal maggio 2011. Sotto la sua gestione la Ternana, prima e’ retrocessa in seconda divisione di Lega Pro venendo poi ripescata in prima divisione. La stagione successiva i rossoverdi hanno quindi conquistato la serie B.
Il secondo “big” coinvolto dall’operazione dei Carabinieri e finito in manette ai domiciliari è Ernesto Dello Vicario, dirigente del Settore Ambiente e Lavori Pubblici del Comune di Viterbo. Per gli inquirenti il dirigente comunale avrebbe favorito la ViterboAmbiente Scarl, societa’ che si occupa di raccolta dei rifiuti e di servizi di nettezza urbana nella citta’, omettendo ad esempio controlli e consentendo di far percepire compensi non dovuti.
In corso anche nove perquisizioni negli uffici amministrativi di Enti pubblici a carico di funzionari addetti al settore rifiuti nonché presso le sedi legali e operative delle società oggetto di indagine e il sequestro condizionato di un impianto di trattamento meccanico biologico dei rifiuti.
A margine di un’iniziativa sui trasporti a Sezze, sull’operazione dei Carabinieri è intervenuto anche l’assessore ai Rifiuti della Regione Lazio Michele Civita: “Non abbiamo notizie certe. A noi risulta che il tmb continua a funzionare al di la’ dell’inchiesta della magistratura. Le conseguenze, se ci saranno e speriamo di no, saranno per Viterbo e Rieti. Roma non c’entra nulla. Roma non porta alcun rifiuto al tmb di Viterbo“. “Ovviamente – ha aggiunto – questa inchiesta speriamo che ci aiuti, e ne sono certo, a rendere chiaro se ci sono problemi o truffe, come si legge, e quindi a rendere ancora piu’ chiara la gestione dei rifiuti. Altre notizie non abbiamo, siamo in attesa di capire l’evolversi della vicenda”.
A chi gli chiedeva se avesse notizia dell’intenzione di Ama di coinvolgere l’impianto tmb di Viterbo nel trattamento dei rifiuti di Roma, Civita ha risposto: “Loro nelle settimane passate hanno ventilato questa possibilita’, in verita’ prevalentemente nelle interviste che i vari dirigenti dell’Ama hanno rilasciato, e in alcuni colloqui informali. Ma non c’e’ stato nulla di formale, e specificando sempre che sarebbe stata l’extrema ratio, nell’ipotesi di una grave emergenza a Roma, l’utilizzo per quantita’ molto piccole del tmb di Viterbo che ancora ha una residua disponibilita’ rispetto alla autorizzazione. Pero nelle ultime riunioni a cui ho partecipato questa intenzione e’ rimasta tale. L’Ama non ha mai dato seguito a tutto cio'”. Civita ha infine confermato che l’impianto in questione e’ “relativo a una Ati in cui e’ presente anche il gruppo Cerroni, insieme ad altri”.
L’operazione dei Carabinieri è l’occasione per aprire lo squarcio della trasparenza nella gestione dei rifiuti nel Lazio: “Dopo anni di silenzio e in cui le leggi non venivano rispettate oggi abbiamo una situazione piu’ chiara e trasparente e, li’ dove non c’e’ chiarezza, indagini che hanno maggiori chance per la verifica di tutto cio’ – ha argomentato Civita -. “In due anni abbiamo fatto due piccole rivoluzioni: tutti i rifiuti che vanno in discarica sono trattati secondo quanto previsto dalla normativa europea e le leggi nazionali, e questo prima non avveniva perche’ quando siamo arrivati l’85% non veniva trattato come prevede la normativa; poi abbiamo investito tutte le nostre risorse per aumentare fortemente la differenziata e abbiamo fatto un grande salto, forse sfioriamo il 40%. Inoltre – ha concluso Civita – abbiamo cambiato tutto l’ufficio, stiamo verificando le autorizzazioni di tutta l’impiantistica e abbiamo sottoscritto un protocollo di intesa con tutte le polizie provinciali per un maggior controllo sugli impianti”.
