“Anche a costo di sembrare di parte o antipatici non condividiamo gli entusiasmi del sindaco Grando per il finanziamento, da PNRR, per il Castellaccio di Monteroni ed il motivo è presto spiegato.
Va premesso, per informazione, che è stata soltanto ripresa una delibera del 2010, sulla quale si è passata una ripitturata per adattarla alle nuove normative e poterla presentare in funzione della disponibilità di fondi del PNRR per il l’emergenza Covid.
Comunque il risultato c’è stato e non è male visto che lo volevamo tutti da molto tempo, anche se, a sentire il consigliere Ardita, il primo a suggerirlo è stato proprio lui dato che la Giunta Grando non era a conoscenza del bando stesso.
Senza dimenticare il fallimento del progetto Fondazione, tanto decantato nel 2014 dal Consigliere Moretti (QUI) in un articolo ancora sul web, poi cacciata dalla stessa Giunta per manifesta inattività. In queste condizioni potrebbe sembrare assurdo criticare una cosa buona eppure proprio in questo frangente si conferma l’incapacità di una visione moderna da parte della giunta Grando.
Per capirlo basta confrontare il finanziamento ottenuto da Ladispoli con quelli ottenuti da due comuni limitrofi come Cerveteri e Santa Marinella. Ladispoli ha concentrato tutto su una sola richiesta, vecchia di 11 anni, per un intervento che costerà 2.300€/mq ed ottenere un risultato che però sarà difficilmente sostenibile senza ulteriori finanziamenti e praticamente rischia di essere una cattedrale nel deserto.
Fra l’altro serve integrare questo progetto con pianificazioni di altri Enti di cui non c’è traccia. Non solo ma non era, in questo momento, una priorità. Oltre questo va fatto notare che difficilmente i cittadini ne potranno fruire utilmente con continuità ed utilità in tempi ragionevoli. Viceversa, ad esempio, Santa Marinella ha ottenuto il finanziamento di ben quattro progetti, più utili ai cittadini che potranno usufruirne in modo diffuso.
C’è poi Cerveteri che ha ottenuto anch’esso un finanziamento importante, 2,3Ml di euro ma ha progettato interventi sui parchi e sul verde, destinazioni che permetteranno una fruizione da parte cittadini aperta ed utile. La differenza, quindi, è evidente, rispetto a comuni, come Santa Marinella e Cerveteri, che optano per molti progetti ad ampia fruizione veloce da parte dei cittadini, contro Ladispoli con una singola ristrutturazione edilizia, a caro prezzo, senza una visione ed una programmazione certa, a parte gli appalti da gestire.
Le scelte misurano le capacità di una amministrazione, e quella Grando si è dimostrata ancora una volta incapace di pensare a un qualcosa di diverso che andasse oltre una ristrutturazione edilizia e qualche appalto da gestire, lasciando indietro il verde ed i reali ed attuali bisogni dei giovani e dei cittadini”.
Eugenio Trani
