Dieci spettacoli in quattro giorni: davvero una ampia e qualificata partecipazione, al teatro Claudio di Tolfa, per la quarta edizione del Festival degli atti unici.
La manifestazione curata da “Il Barsolo” ed ideata da Simona De Paolis ha ricordato, intitolandogli il premio per il miglior atto unico, un suo attore, scomparso troppo presto, Antonio Orchi, le cui figlie Silvia e Vittoria ancora recitano nella filodrammatica. Quest’anno ad aggiudicarselo è stato lo spettacolo del Piccolo Teatro di Terracina, “Suite 719” da Neil Simon e diretto da Roberto Percoco. Che ha pure ricevuto il riconoscimento come miglior attore protagonista e miglior regista, secondo la giuria tecnica. Presieduta da Gianni De Paolis, scrittore e storico, la giuria era composta da Giuliano Velotti, attore di “Avanzi di scena” e della scuola di danza Annamaria Baroncini; Luca Zonta, attore e direttore della compagnia civitavecchiese “L’Arco”; Simona De Paolis, direttrice artistica del Claudio e de “Il Barsolo” e Cristiana Vallarino, giornalista. I cinque giurati hanno poi scelto Michela Di Nillo, brava Tonina ne “Il malato immaginario” de “Il Piccolo Palcoscenico”, come migliore attrice protagonista. Menzione d’onore a Tommaso Ranucci, ottimo giovane caratterista nella parte di Tiberio, sempre nell’opera di Moliere. Mentre Leo Esposito è piaciuto per la sua toccante interpretazione del clown Fru Fru nell’atto unico “La città degli acrobati”, spettacolo circense della compagnia “Teatro Faul “di Viterbo. Lo spettacolo dagli echi felliniani con la regista e attrice, Pina Luongo ha ricevuto il premio della critica, assegnato dalla giornalista Cristiana Vallarino.
A raccogliere i voti della giuria popolare è stato “In-contro” della compagnia di Civitavecchia “Il Serapeo”, scritto da Daniela Sisti anche sul palco insieme a Loredana Bizzarri e Valeria Musarella, dirette da Antonio Balsimelli. Una piece che ha portato sul palco la storia di tre donne vissute in epoche diverse ma ugualmente emarginate, maltrattate perseguitate e perfino uccise solo per esser donne “pensanti”: la poetessa Alda Merini, la scienziata e filosofa Ipazia d’Alessandria e la pittrice Artemisia Gentileschi.
L’edizione 2019 è coincisa con il decennale del teatro Claudio, come ha ricordato il sindaco Luigi Landi, chiamato insieme alla figlia di Orchi, Vittoria a consegnare il premio principale nella serata conclusiva, domenica. I festeggiamenti non sono naturalmente finiti, ma solo iniziati con il Festival, la cui ideatrice Simona De Paolis ha ricevuto dalla “sua” compagnia “Il Barsolo”, dalle mani di Silvia Orchi, un omaggio floreale e un caloroso ringraziamento per quanto fatto in questi dieci anni. Un percorso quello della locale filodrammatica intrecciato con il teatro Claudio e ricordato attraverso un video di Marco Bartolomucci. Il Claudio, cinema teatro per un paese di quattromila abitanti, è sicuramente motivo di orgoglio per l’amministrazione comunale, elogiata proprio dal vincitore della manifestazione l’attore regista Percoco il quale ha sottolineato come la sua città Terracina di oltre 30mila abitanti non abbia un teatro.
Tutti gli spettacoli proposti sul palco del Claudio nelle quattro sere si sono mostrati di buon livello, spaziando da pieces originali agli adattamenti da autori famosi, italiani o stranieri, da temi seri, spunti di riflessione come la violenza sulle donne a quelli più leggeri. Ecco i titoli degli spettacoli dei gruppi amatoriali, tutti laziali.. “Il malato immaginario” da Moliere, diretto da Marco Fiorani della compagnia “Piccolo Palcoscenico”; “In-contro storie di passioni” di Daniela Sisti della Compagnia “Il Serapeo”; “Au telefone” da Andrè De Lord, regia Marco Restante, compagnia “Quint&ssenza”; “Cecè” di Pirandello, dirige Cristina Valeri, Compagnia “Stanza 236; ”La città degli acrobati”, spettacolo circense regia di Pina Luongo, compagnia “Teatro Faul”; “La pazzia conseguenza dell’equivoco” ispirata a “Il Medico de’ pazzi” di Scarpetta, , regia Annibale Izzo del Teatro popolare di Tarquinia; “Corto napoletano”, tratto da due atti di Eduardo De Filippo, regia di Claudio Blancato; “Suite 719” di Neil Simon, diretto da Roberto Percoco, “Compagnia Piccolo teatro di Terracina”; “Lui torna sempre” di Andrea Franco che è pure regista con Monica Falconi, Compagnia “Mercanti di Stelle”; “Il fotografo di Hitler”, di Antonio Tricamo, anche regista, Compagnia “il Gabbiano”.
Durante le quattro serate si è sempre ricordata la maestra Diva Compagnucci Rocchi, vittima di atto efferato che ha sconvolto il paese. Il Festival ha il patrocinio istituzionale del Comune, la collaborazione della Fita Lazio e quest’anno come unici sponsor i ristoranti Da Buzzico e La Caballera che hanno pensato a rifocillare giurati e compagnie. Per l’ultima serata il buffet aperitivo per cast e spettatori nel foyer è stato allestito direttamente da “Il Barsolo”.
C.V.
