di Cristiana Vallarino
Tutto esaurito per il secondo appuntamento del sesto “Tolfa Gialli&Noir”, il Festival letterario che, anno dopo anno, si dimostra un evento capace di attirare in collina un pubblico in crescendo. La sera di sabato 17, al teatro Claudio, sono servite parecchie sedie sistemate nei corridoi per far accomodare i numerosi spettatori, molti tolfetani ma tanti anche venuti dal comprensorio e da Roma. Del resto, pure stavolta sono stati di alto livello gli scrittori portati sul palco dall’associazione Chirone, organizzatrice dell’evento, nato dall’amore per il genere noir del traduttore e ispanista Glauco Felici e sua moglie Antonella Biondi, una volta trasferitisi a Tolfa
Lo scrittore e criminologo Gino Saladini, affiancato dall’altro “Blues brother” come lo ha definito lui stesso, lo scrittore Franco Limardi, ha gestito con competenza e leggerezza l’incontro con i tre autori, chiamati a raccontare i loro ultimi libri, ma anche e soprattutto se stessi e la loro arte. La serata si è aperta con il saluto video di Ole Tolstad, presidente del Centro studi Italo Norvegese nato a Tolfa oltre un ventennio fa, partner del Festival con l’associazione Norla e l’Ambasciata Norvegese. E’ seguita poi la proiezione del cortometraggio promozionale, diretto da Angelo Paoletti, con i membri della Chirone e lo stesso Saladini nelle vesti di vittime di un crimine commesso in una villa. Cadaveri che all’arrivo della polizia scientifica si animano al ritmo di musica e diventano protagonisti di un set fotografico. Insomma, un grand guignol ironico, secondo la tradizione e lo stile della Chirone che ha pure offerto altri momenti di divertimento durante il dibattito, come far servire agli ospiti e al pubblico da un’agente della scientifica in tuta bianca, guanti e mascherina degni di Csi, bicchierini di Calvados, il drink preferito del protagonista del libro di Massimo Carlotto, uno dei più importanti esponenti del genere noir e hard boiled internazionale. “Blues per fuorilegge e vecchie puttane” è l’ultimo della saga dell’Alligatore. Carlotto, incalzato da Saladini e Limardi (col sottofondo blues della chitarra di Giorgio Piroli) ne ha raccontato la genesi, gli spunti per la creazione dei personaggi fittizi offerti da ricordi di gioventù – il Calvados è un omaggio al Maigret televisivo di Gino Cervi, sceneggiato da Andrea Camilleri – e da reali esperienze e conoscenze dell’autore, su tutti l’amicizia con un vero malavitoso, fuorilegge ma con una sua etica. Di etica non ne hanno certo i protagonisti del libro del giornalista di “La Repubblica”, Emilio Orlando, il quale forte della sua esperienza di cronista di nera, ha raccontato la feroce esecuzione, con vere e proprie torture, di Luca Varani, avvenuta a Roma nel 2015. “Buon assassini. Genesi di un delitto – Il caso Varani” il titolo del volume di cui Orlando ha parlato, riferendo particolari agghiaccianti sulle modalità del crimine e soprattutto sulle personalità dei due assassini, giovani di buone famiglie, e dei loro genitori. Genitori incredibilmente pronti a giustificare le atrocità commesse dai figli, dandone l’unica colpa all’uso smodato di alcol e stupefacenti. Di altro genere l’opera – quella del suo esordio come scrittore e prima tradotta in italiano – del pluripremiato ospite norvegese, Gard Sveen, il quale forte della sua esperienza come politologo e consulente del ministero della Difesa ad Oslo, ha raccontato un omicidio attuale che ha legami con un vecchio triplice delitto e s’intreccia con la Resistenza opposta dai norvegesi ai Nazisti durante la Seconda guerra Mondiale. Sveen si è raccontato, spiegando i tratti del suo investigatore, protagonista de “L’ultimo pellegrino”, senza poter però interagire a pieno coi colleghi italiani e coi conduttori, nonostante la presenza di una giovane interprete che non è riuscita a rendere in norvegese i concetti e gli argomenti affrontati sul palco. Saladini e Limardi hanno pure letto brani dei libri presentati, chiedendo a Sveen di leggere l’incipit del suo libro in lingua originale.
Nel complesso, insomma, un vero e proprio spettacolo con tanto di scenografia a tema, conclusosi con l’acquisto da parte di molti spettatori dei libri autografati dagli autori, seguita, a sala ormai vuota, dalla consueta cena-buffet sul palco, a base naturalmente di prodotti tipici tolfetani.
L’appuntamento è per la prossima edizione del Festival, che si avvale del contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavecchia e del patrocinio del Comune di Tolfa. L’associazione Chirone, che ha appena festeggiato il suo decimo compleanno, si metterà subito a lavoro per selezionare il tris dei finalisti del Premio intitolato a Glauco Felici, riservato a scrittori italiani under 40, e per assicurarsi la partecipazione, nella seconda serata del Festival 2019, di altri tre grandi nomi della scena letteraria di genere, italiana e straniera.
