L’interruzione dei traffici croceristici ha significato la paralisi di diversi settori ma c’è n’è uno più in crisi di altri: quello dei taxi e noleggi con conducente.
Senza turisti da accompagnare in giro per la città o da portare a Roma, la categoria è rimasta a piedi per mesi e in prospettiva non si vede una ripresa, anzi: l’estate è passata e con l’inverno in avvicinamento si prevedono mesi magrissimi con le famiglie in grossa difficoltà economica. Nei giorni scorsi c’è stato un incontro con il sindaco Ernesto Tedesco che poi, in accordo con gli enti portuali, ha ottenuto gli stalli sotto bordo. “Ma se non ci sono i turisti da accompagnare, degli stalli cosa ce ne facciamo?> una delle domande – legittime – che circolano nella categoria. Se le 20 auto bianche stanno in affanno, i 6 ncc sono all’asfissia, visto che il servizio prevedendo la chiamata – è legato a doppio filo agli sbarchi e alle navi.
“I problemi esposti al sindaco sono vecchi e annosi – dice Gianluca Deiana, del sindacato tassisti Civitavecchia – ma peggio ancora, irrisolti da anni. La scarsa presenza in porto non è una novità e nel corso del tempo nessuno si è mai preso la briga di far rispettare le regole adottando piccoli accorgimenti. Al primo cittadino abbiamo ribadito le problematiche sul piatto, lui si è attivato però dal punto di vista pratico il guaio è economico: le auto bianche sono ferme da fine febbraio e se non si sono percepiti segnali di ripresa durante l’estate, figuriamoci che inverno ci aspetta. Sarà drammatico>. Fra i tassisti anche l’affidamento a Csp del trasporto dalla nave alla stazione (che prima invece faceva capolinea al terminal di largo della Pace) non è stato salutato con favore: adesso che non c’è nessuno quindi fa pochi danni, ma quando si vedranno gli stranieri potrebbe sottrarre fette di mercato. “A questo – aggiunge Deiana – va unita la totale mancanza di concertazione. Siamo entrambi dei tpl, uno di linea e uno no poi peraltro il bus ancora non è all’opera>. La difficoltà aguzza l’ingegno e così si è proposto di riproporre il modello Arezzo, trasformando le auto bianche in taxi-scuolabus per portare gli studenti. “La proposta c’è ma è un’utenza ancora da educare al cambio di mezzo. Insomma siamo messi male e per ora, come sostegno istituzionale, c’è stato solo il bonus regionale da 800 euro che certo non risolve la nostra questione. In stazione poi, con il dimezzamento dei treni, ha fatto il resto> la conclusione di Gianluca Deiana.
Fra i tassisti civitavecchiesi si cerca di dividersi il piatto magro, fatto di qualche commessa privata e delle rare corse giornaliere da effettuare. Altra proposta: destinare i fondi per la app per sostenere la categoria ma dal Pincio non sono arrivati segnali in tal senso.
Dal mondo degli ncc locali la testimonianza è ancora più deprimente. “Se i taxi fanno 15-20 euro al giorno, noi neanche quelli – dicono i proprietari di auto nere – perché è come se come se fossimo un mondo extraterrestre rispetto al panorama dei servizi di trasporto. Non essendoci turisti al porto, siamo tagliati fuori dai traffico. Per questo le nubi all’orizzonte sono dense e grigie con il Comune che non ci considera minimamente. Ad esempio, noi gli stalli non li abbiamo mai avuti perché non c’è coscienza della questione, probabilmente al Pincio neanche sanno che siamo in sei, autorizzati dallo stesso Comune>. Il finale è dedicato al settore, nella sua interezza: “La carenza di lavoro nasce da sotto bordo e riguarda pure agenti di viaggio e guide turistiche. Tutti lavoratori dimenticati e per 12-18 mesi la situazione resterà questa>.
