Arriva la TARI 2016 con aumenti per i commercianti fino al 200%, ma il risparmio scaturito dal 75 % di differenziazione non doveva essere usato per abbattere le cartelle esattoriali ? In due anni il regolamento è cambiato 3 volte, ma l’amministrazione sbaglia i tempi e approva le nuove tariffe fuori termine massimo, quindi secondo la legge si devono applicare le tariffe del 2015
“impugneremo la delibera, qui c’è una persecuzione ai danni dei commercianti”
Il comune decide di assimilare i rifiuti dei commercianti. Il nuovo servizio costa 500.000 euro in più da pagare alla ditta appaltatrice (senza fare bando di gara come prevede la legge) Ci hanno detto che in questa maniera avremmo avuto un servizio migliore è ci sarebbe costato meno.
Arrivano le prime cartelle esattoriali alle attività commerciali e turistiche e si confermano le paure annunciate: TARI aumentata fino al 300% (arrivano cifre assurde, bar che pagavano 3700 euro nel 2015 si sono visti recapitare nel 2016 una cartella di 4500 euro, pub che pagavano 4500 fino a 9500, ristoranti fino a 13.000, per non parlare dei campeggi e dei stabilimenti) il servizio è insufficiente, il ritiro di una volta a settimana per queste attività e assolutamente insufficiente e per non trasformare i locali in discariche siamo costretti a richiedere il servizio aggiuntivo da pagare a parte. Così facendo, si aumenta la tassa di ulteriori 2000 euro circa l’anno.
Il nuovo meccanismo messo in moto dall’amministrazione per il 2016 mette in ginocchio i commercianti (che già attraversano un grave periodo di crisi) e di conseguenza posti di lavoro . L’unico modo per risparmiare qualche soldo e utilizzare la ditta privata, diversa da quella del comune, che ci permette di usufruire di un 40 % di sconto sulla parte variabile. Noi commercianti insieme ai cittadini ci siamo impegnati a differenziare fino al 75 % (chi differenzia non è la ditta del comune , che ritira, ma i cittadini e i commercianti che la fanno). Con queste percentuali di differenziazione le cartelle del 2016 dovevano arrivare scontate in maniera incisiva, invece sono arrivate con aumenti da capogiro c’è qualcosa che non quadra. I risparmi del 2015 e gli incassi percepiti dalla vendita degli imballaggi fatti dai cittadini vanno nelle tasche sbagliate ?
Siamo pronti ad impugnare la delibera sulle nuove tariffe tari 2016 che è stata adottata oltre il termine stabilito di legge e quindi illegittima .
La delibera doveva essere approvata entro il termine stabilito per deliberare il bilancio di previsione per l’anno 2016 . Tale termine per gli enti locali è stato differito dal 30 marzo 2016 al 30 aprile 2016 (Gazzetta ufficiale, Serie generale n.55 del 7 marzo 2016).
In questo caso il comune di Ladispoli ha approvato la delibera di cambio del regolamento TARI con i nuovi coefficienti, il 12 maggio 2016 , quindi ben oltre il termine di legge. In questo caso il comma 169 della legge 296/2006 dice “In caso di mancata approvazione entro il termine suddetto, le tariffe e le aliquote si intendono prorogate di anno in anno”. Quindi anche x il 2016 valgono le vecchie tariffe del 2015 in questo modo il comune sarà costretto a ricalcolore tutte le cartelle e a garantire lo stesso meccanismo dell’anno 2015 ,con il quale i commercianti che utilizzano la ditta privata diversa da quella comunale, devono avete lo sconto del 70 % sulla parte variabile come da regolamento tari 2015.
