Stop alla Tirrenica, il comitato per la mobilità di Tarquinia: "Ora chi pagherà i danni subiti dai cittadini?" • Terzo Binario News

Stop alla Tirrenica, il comitato per la mobilità di Tarquinia: “Ora chi pagherà i danni subiti dai cittadini?”

Apr 19, 2017 | Città, Tarquinia

I comitati per la mobilità di Tarquinia, non mollano la presa. “L’unica vera grande opera necessaria sarebbe stata la messa in sicurezza dell’Aurelia”. Per il comitato insomma dell’autostrada Tirrenica il territorio può farne a meno. Un’autostrada che, per loro, “ha definitivamente condannato quella che era una città che viveva di un traffico e di un turismo di prossimità a un isolamento mai riscontrato dai tempi degli Etruschi. Le preesistenti vie di ingresso al paese che consentivano un comodo accesso sia da nord che da sud oggi sono diventate un percorso a ostacoli scomodo quanto assurdo”. 

Dito puntato, poi, contro il sindaco di Tarquinia Mauro Mazzola e per la sua “solerte battaglia a favore di Sat”. Dito puntato contro il pagamento, anche da parte dei tarquiniesi, del pedaggio di un’autostrada che ora, probabilmente, terminerà la sua corsa proprio lì: alle porte di Tarquinia. “A differenza dei suoi colleghi – incalzano dal comitato nei confronti di Mazzola – anche del suo stesso partito, ha sostenuto che lui l’autostrada sì, la voleva a ogni costo, senza curarsi di nulla e di nessuno, neanche dei suoi concittadini che erano in strada a protestare giorno e notte di inverno, per due mesi, per chiedere quel rispetto al diritto alla mobilità che lui non ravvisava, seppur eclatante, ai quali riservava solo parole di scherno e di disprezzo”.

Ma ora, dopo il cambio di passo da parte del Governo, il comitato canta vittoria. “I cittadini – proseguono dal comitato per la mobilità – oggi possono dire di aver vinto, di aver ravvisato l’imbroglio che si compiva a Tarquinia, ma rimane il danno enorme al territorio, ora – si chiedono – chi pagherà? Ora è tardi e, come spesso succede nel nostro paese, le pesanti responsabilità di chi malgoverna ricadranno unicamente sui cittadini a cui resta la difesa della viabilità locale con la vigilanza sulla costruzione del ponte alternativo, quanto indispensabile, sul fiume Mignone, delle complanari per una viabilità alternativa decente e dell’adeguato livello qualitativo di quelle poche e scarne opere di compensazione promesse da Sat. Questa esperienza – concludono – serva da monito ai futuri amministratori per le prossime aggressioni previste sul nostro territorio come la Superstrada, l’impianto di biogas …”.