Lettera dei sindaci del comprensorio All’Amministratore Unico di Enel Produzione S.p.A. Carlo Franco Emanuele Pignoloni.
“Apprendiamo che Lei ha inteso liquidare decenni di presenza sul nostro territorio come una partita amministrativa ormai chiusa. Non possiamo accettarlo, e riteniamo doveroso dirglielo con la stessa nettezza con cui ci è stato risposto.
Per decenni questi luoghi sono stati occupati dalla Centrale. Un territorio ampio ne ha sopportato il peso (l’aria, le acque, i terreni, la salute di chi qui vive e lavora) in una convivenza che è stata, prima di ogni altra cosa, un costo per le nostre comunità e un mancato sviluppo in altre direzioni. Oggi, esaurita la funzione produttiva, Enel annuncia il disimpegno più completo e pretende di gestirlo come un mero adempimento. È un atteggiamento che giudichiamo inaccettabile e profondamente irrispettoso verso i cittadini di un intero comprensorio.
Un rapporto di questa durata, e responsabilità di questo peso, non si dissolvono con l’interpretazione di una clausola. Chi ha occupato e segnato un territorio per così tanto tempo non può ritenersi libero di andarsene lasciando ad altri ciò che resta, e peraltro in questo caso si tratta di un disimpegno che prevede il perdurare di un’occupazione fisica della stessa porzione di territorio su cui per anni si è prodotta energia.
Questo disimpegno, che comprende anche l’aspetto economico, metterà in seria difficoltà i comuni amministrati e quindi i cittadini rappresentati dai Sindaci che sottoscrivono questa lettera, sia per i servizi che verranno meno, sia, non ultimo per l’interruzione delle risorse necessarie all’Osservatorio Ambientale, che per anni è stato presidio con specifiche funzione di controllo e tutela dell’ambiente oltre a promotore di iniziative in favore della salute della popolazione.
Alla luce di ciò riteniamo che sia inderogabile l’apertura di un tavolo istituzionale immediato e contemporaneamente l’espletamento di tre richieste inderogabili. La prima: l’ispezione dell’impianto da parte di tecnici di fiducia delle pubbliche amministrazioni del territorio per verificarne lo stato e la sicurezza dei luoghi prima di qualunque altra valutazione, perché la dismissione di una struttura di queste dimensioni non ammette approssimazioni e va seguita passo dopo passo dal controllo delle istituzioni. La seconda: l’ispezione delle aree circostanti, per accertare i danni ambientali che decenni di esercizio possono aver prodotto, sulle acque di falda, sui terreni, sull’intero ambiente che ha circondato la Centrale. La terza: la disponibilità delle aree, è indispensabile per pensare un futuro industriale per questo territorio che le aree attualmente occupate siano libere e nella disponibilità del comprensorio, sarebbe devastante uno scenario in cui vengano trattenute per ospitare un’improduttiva riserva fredda.
Le chiediamo pertanto l’apertura di un tavolo di confronto istituzionale nel quale definire, congiuntamente ma rapidamente, tempi e modalità di ciascuno di questi punti. Comprenderà che per il nostro ruolo siamo chiamati a difesa dei nostri territori e dei nostri cittadini in ogni sede”.
Per i Sindaci del Comprensorio:
- Alessio Manuelli (Santa Marinella)
- Francesco Sposetti (Tarquinia)
- Luigi Landi (Allumiere)
- Stefania Bentivoglio (Tolfa)
- Maurizio Testa (Monte Romano)
Il Sindaco
Dott. Marco Piendibene
