Il prurito è una condizione molto diffusa tra le persone anziane. Vari autori, in effetti, hanno messo in evidenza la diffusione delle affezioni dermatologiche nella popolazione di età avanzata. Il 40% di chi rientra nella fascia di età compresa fra i 65 e i 74 anni ha malattie cutanee tali da necessitare di un intervento medico, e con l’aumentare degli anni la percentuale arriva fino al 70%. Si parla di prurito senile per identificare una situazione in cui non ci sono lesioni visibili a giustificare tale sensazione; al massimo si possono verificare escoriazioni nelle parti sottoposte a grattamento. Il prurito senile è causato, per esempio, dalla xerosi.
Come affrontare il problema
Va detto, ad ogni modo, che per il momento non si è ancora giunti a una comprensione totale dei diversi meccanismi che determinano tale sintomo, nonostante sulla fisiologia del prurito siano stati effettuati diversi studi. Nel caso dell’orticaria e di altre malattie della pelle di natura infiammatoria, un ruolo determinante sembra essere giocato dall’istamina e, più in generale, dalla liberazione di mediatori periferici. Il problema è che, se non si conoscono le cause del disturbo, anche il trattamento dei sintomi diventa più complesso. Il trattamento del prurito, come si può intuire, non ha solo lo scopo di garantire un immediato sollievo rispetto alla sensazione pruriginosa, ma deve consentire di individuare la causa di fondo. È evidente, allora, che il successo del trattamento è tanto maggiore quanto più si riesce a intervenire sulle cause.
La strategia di intervento
L’applicazione degli emollienti deve essere effettuata con movimenti delicati e il più possibile regolari. A tal proposito, è bene evitare di strofinare, dal momento che così si potrebbe innescare un peggioramento della sensazione di prurito e la tentazione di grattarsi potrebbe aumentare. Quando si applicano gli emollienti, è necessario seguire la direzione di crescita dei peli, perché in questo modo si limita il rischio di infezione dei follicoli. Sarebbe auspicabile l’impiego di prodotti privi di profumo, delicati e ipoallergenici. La cute secca, infatti, rischia di essere irritata ancora di più dalle sostanze chimiche da cui derivano le fragranze, e ciò si potrebbe tradurre in una sensibilizzazione da contatto.
Un sintomo da non sottovalutare
I professionisti che hanno a che fare con pazienti che soffrono di prurito senile sono invitati a non banalizzare e a non trascurare il problema: la persona, invece, deve essere ascoltata con attenzione. Gli emollienti dovrebbero essere adoperati dopo che si è il fatto il bagno: in tali circostanze, infatti, la pelle è ancora umida. Le dosi devono essere generose: occorre picchiettare la crema o la lozione sulla pelle in modo delicato. Nel caso in cui la persona non abbia la capacità di procedere all’applicazione in autonomia, è indispensabile il sostegno di un caregiver, che dovrebbe poi avere l’accortezza di lavarsi le mani in seguito all’applicazione allo scopo di scongiurare una eventuale diffusione batterica.
Il problema della pelle secca
I prodotti emollienti dovrebbero essere applicati anche più volte nel corso di una giornata, sempre previa una valutazione accurata del livello di secchezza cutanea. È ovvio, infatti, che la pelle secca causa un prurito maggiore: ecco perché per contenere l’irritazione conviene mantenere la cute morbida e umida. Per individuare l’emolliente più appropriato è necessario tenere conto della sede delle lesioni, delle preferenze personali del paziente e della gravità del problema. È auspicabile il ricorso a creme acquose ed emollienti leggeri, anche se sul mercato si trovano numerose preparazioni grasse in cui è presente la paraffina bianca. Non è detto che un emolliente che costa di più sia sempre foriero di una qualità maggiore.
Le precauzioni da adottare
Anche se vengono prescritti molto spesso in caso di prurito, gli analgesici per uso topico e gli antistaminici dovrebbero essere evitati: essi, infatti, nella maggior parte dei casi si caratterizzano per una limitata efficacia, e non di rado rischiano di causare più problemi di quelli che dovrebbero risolvere. Infatti, possono essere causa di sensibilizzazione, e quindi provocare dermatiti da contatto. Per prevenire il rischio di atrofia cutanea, inoltre, è bene evitare quando possibile un utilizzo prolungato dei corticosteroidi locali. La parte del corpo che prude può essere massaggiata con un cubetto di ghiaccio. È importante che di notte vengano indossati dei guanti in cotone, affinché il grattamento nel corso del sonno non sia fonte di problemi. L’ambiente in cui vive il paziente, infine, dovrebbe essere sempre umidificato, soprattutto in inverno.
Per approfondire l’argomento, si può entrare nel blog di amioagio.it, dove sono disponibili numerose informazioni in merito.
