Poste Italiane: 650 mila euro sottratti ai correntisti romani. Arrestati alcuni dipendenti infedeli • Terzo Binario News

Poste Italiane: 650 mila euro sottratti ai correntisti romani. Arrestati alcuni dipendenti infedeli

Lug 14, 2015 | Cronaca, Roma

pensioni-poste650 mila euro sottratti ai correntisti di Poste Italiane degli sportelli romani. Era questa l’attività illecita messa in piedi da una strutturata organizzazione criminale sgominata dalla Polizia dopo una lunga attività di indagine svolta dal Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma, coordinata dalla Procura della Repubblica di Roma.
Un prezioso contributo nelle indagini è stato fornito dalla struttura aziendale di Poste Italiane, che ha permesso di scoprire l’azione criminale di alcuni dipendenti infedeli i quali, accedendo alle banche dati, individuavano i conti correnti piu’ “appetibili” con maggiore disponibilita’ economica.
Gli stessi si impossessavano di copie di documenti d’identita’ degli ignari titolari, di copie degli specimen di firma depositati nonche’ di numerazioni degli assegni in dotazione ma non ancora utilizzati, dirottando consistenti somme di denaro con diverse operazioni fraudolente.

L’operazione che ha riguardato gli uffici postali romani, rientra nell’ambito di una più vasta attività di indagini che ha interessato le regioni Abruzzo e Liguria. A Teramo il primo episodio, dove sono stati denunciati due napoletani, un uomo e una donna, che tentavano di attivare un libretto di risparmio attraverso documenti di identita’ contraffatti, sul quale versare un assegno bancario verosimilmente sottratto dal circuito postale. Un altro episodio era emerso nella provincia di La Spezia dove la Polizia ha arrestato una 25enne accusata di aver utilizzato anch’essa documenti falsi per aprire un conto corrente presso un Istituto di credito cittadino dove depositare un assegno risultato poi essere oggetto di furto.

Nel corso delle indagini e’ stata infatti accertata la clonazione e riscossione in frode di assegni postali, buoni postali fruttiferi del vecchio tipo e libretti postali a risparmio. Per rendere ancora piu’ agevole l’attuazione della truffa, l’organizzazione entrava nel sistema telematico di Poste e sostituiva il numero di telefono lasciato come recapito dal malcapitato correntista, con un’altra utenza telefonica attivata con documenti falsi. In questo modo, qualora un solerte impiegato avesse voluto avere conferma telefonica dell’operazione da effettuare, avrebbe parlato non con l’ignaro titolare del rapporto ma con un componente dell’associazione criminale. I complici dei dipendenti infedeli incassavano sia gli assegni, sia i buoni che i libretti negli uffici postali della Capitale tramite “teste di legno” o documenti falsi intestati pero’ ai reali titolari dei conti, richiedendo contestualmente l’emissione di vaglia circolari o buoni postali fruttiferi di vario importo, intestati ad altri nominativi. Con una tempistica impressionante, lo stesso giorno monetizzavano i vaglia e i buoni reinvestendo le somme con altri prodotti postali o ricariche carte Poste Pay intestati ad ulteriori nominativi e completando in questo modo l’opera di riciclaggio. Il personale del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni di Roma ha ricomposto quindi il difficile flusso di denaro quantificato in circa 650.000 euro riscossi in frode mentre le truffe tentate ammontano a circa 13.000 euro. L’applicazione del sequestro preventivo di 16.500 euro ha permesso di sventare in ben due distinte circostanze tentativi di truffa in danno di un conto bancoposta sul quale erano depositate somme superiori al milione di euro. Al termine delle indagini il G.I.P. del Tribunale di Roma ha disposto l’emissione di 11 ordinanze di custodia cautelare di cui tre agli arresti domiciliari eseguiti a Roma, Napoli e Modena. Undici le persone denunciate per vari reati dalla sostituzione di persona alla truffa ed altro.