
Nella foto l’assessore Alessandro Manuedda
Riceviamo e pubblichiamo– Ci vediamo costretti ad intervenire , per l’ennesima volta, per smentire l’ assessore Manuedda, che cerca di sviare l’attenzione dalla sua totale incompetenza dimostrata da chiusura della discarica, differenziata che non parte, verde pubblico inesistente, Piano del Traffico mai nato, controllo annuale delle caldaie private obbligatorio per legge mai attualizzato e così via… dicendo bugie sulle centraline.
1° bugia: “ le 14 centraline entreranno a far parte della rete di monitoraggio regionale”. Le Reti Regionali sono regolamentate dal D.Lgs. 155/2010. La Rete della qualità dell’aria regionale è composta da 41 postazioni. Perché le centraline della rete “privata” di Civitavecchia ex Enel possano entrare a far parte della Rete Regionale, bisognerebbe che la Regione Lazio faccia un nuovo Piano di Risanamento della Qualità dell’Aria, inserendo le 14 postazioni del comprensorio di Civitavecchia, lo inviasse al Ministero dell’Ambiente e per farselo approvare, così com’è, nei 60 giorni successivi. Peccato, però, che lo schema di Convenzione approvato non prevede (art. 6 comma 2) l’inserimento delle centraline nella rete regionale ma semplicemente che esse saranno gestite con le medesime modalità e i supporti operativi già previsti per la gestione della Rete della qualità dell’aria regionale. Esattamente come fatto sin qui dal Consorzio. Quello che ha fatto Manuedda è semplicemente consentire che una rete privata venga gestita per intero da Arpa Lazio.
Infatti la Rete di Monitoraggio della Qualità dell’Aria, è una prescrizione al Decreto di Autorizzazione dell’esercizio della centrale, di proprietà di Enel Produzione S.p.A., di TVN, del Ministero delle Attività Produttive n. 55/02/2003 del 24 dicembre 2003, ed è pertanto esclusivamente asservita all’impianto di produzione di energia elettrica di Torrevaldaliga Nord. Le due lettere del Ministero dell’Ambiente, recapitate al Comune di Civitavecchia nell’ultimo periodo, infatti, chiedevano rassicurazioni circa il fatto che la rete funzionasse e non sul chi e come la gestisse.
Sempre il D.lgs. 155/2010 art 5 comma 7 dice che le reti private possono avere un “controllo” da parte delle Arpa. Una cosa è il controllo ed una cosa è la gestione completa. In tante parti d’Italia le Arpa fanno il controllo, e lo fanno gratis, come in Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Calabria. Qui il nostro assessore ha chiesto di fare la gestione completa. Generando un conflitto d’interesse enorme in quanto i soldi dell’Enel vanno a finanziare l’Arpa Lazio. I soldi provenienti da Enel, transitano nel cc del comune di Civitavecchia e vanno a finire nei bilanci dell’Arpa Lazio. Ricordiamo che Arpa insieme ad ISPRA sono i soli soggetti che per legge possono sanzionare Enel.
E qui arriviamo al dunque. Perché Arpa Lazio si è prestata a questo gioco? Nella convenzione appena approvata il Comune impegna ben 500.000 euro per il servizio di manutenzione ”ordinaria” e validazione del dato. Ben 200.000 euro in più per un servizio che svolgeva una ditta locale, con personale locale, anzi unica nel Lazio. Ricordiamo che l’Arpa Lazio non fa la manutenzione ma si affida ad un soggetto privato, nello specifico una società di Monza.
2° Bugia “ L’impianto potrà essere utilizzato per rilevare l’emissione degli agenti inquinanti previsti dalla normativa vigente, inclusi quelli prodotti dal traffico”. Esattamente come succedeva prima. Lo dimostra che il Ministero dell’Ambiente, con le due lettere che abbiamo già citato, chiedevano rassicurazioni circa il fatto che la rete funzionasse e non sul chi e come la gestisse. Per gli inquinanti prodotti da traffico andrebbe chiesto proprio ad Arpa come mai la strumentazione necessaria al loro rilevamento, contenuta nelle 3 postazioni già cedute all’Arpa nella precedente convenzione del 2009, non è più presente nelle postazioni.
3° bugia. “Ci sarà informazione alla cittadinanza”. Sull’informazione ai cittadini, se mai ci sarà, sarà tutto come prima. Unica differenza: i dati sui pannelli luminosi, saranno forse trasmessi dall’Osservatorio Regionale (Roma) anziché dal Consorzio di Gestione (Civitavecchia).
4° bugia. Secondo Manuedda “le postazioni di Civitavecchia sono in eccesso rispetto alle esigenze della città”. Ricordiamo:
– 11 sono le postazioni PRESCRITTE dal Dec Via del 2003.
– 1 è di Arpa Lazio che la stessa Arpa ha localizzato in un parco.
– 3 sono quelle del Comune di Civitavecchia dedicate al traffico veicolare.
Sono forse troppe ? Evidentemente gli enti che hanno approvata la Via hanno ritenuto che servissero.
5° bugia. “La ricerca delle nano particelle”. Ricordiamo semplicemente che le nano particelle, seppur interessanti, ancora non sono normate e quindi non esiste alcun limite di legge a cui far riferimento. Pertanto se gli sforamenti di PM 10 sono stati pochi, quelli di nano particelle saranno ancora meno, visto che non c’è alcun limite.
Un altro risultato importante raggiunto da questa iniziativa è l’azzeramento dei dati della rete per l’anno 2016. Già oggi infatti sono 75 i giorni complessivi in cui essa è stata spenta in questo anno. Anche se essa fosse riattivata domani, e tutti gli analizzatori funzionassero senza interruzioni sino al 31 dicembre, si arriverebbe quindi ad una percentuale di dati raccolti (80% circa) inferiore a quella necessaria (> 90%) per rendere valide le medie annuali di tutti gli inquinanti indicate come limiti dalle leggi e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
La domanda da farsi è : perché Manuedda e la Giunta Cozzolino hanno fatto tutto questo, senza alcun vantaggio per la collettività , anzi azzerando , in sostanza, il Consorzio di gestione dell’Osservatorio Ambientale e danneggiando una ditta locale ?
