“Siamo alle solite: passano gli anni, si consolidano i bilanci, ma si continua a mettere in discussione il mantenimento “in house” dei servizi di sicurezza sussidiari presso i porti dell’AdSP Mar Tirreno Centro Settentrionale.
Ancora una volta ci troviamo a intervenire per replicare a una narrazione distorta sui costi e sui servizi gestiti oggi dalla società PAS S.r.l.
È singolare, ma forse non troppo sorprendente, notare come queste “uscite” mediatiche sui costi di PAS si intensifichino puntualmente in concomitanza degli avvicendamenti alla presidenza dell’Autorità di Sistema Portuale di Civitavecchia.
Ancora più singolare è poi constatare come la Corte dei Conti continui con le proprie note critiche, puntualmente riportate dalla stampa, nonostante la stessa Autorità di Sistema Portuale, prima di procedere ai rinnovi dell’affidamento (triennale e biennale) abbia condotto un’approfondita analisi di mercato da cui è emersa la convenienza e la validità della scelta “in house” di tali servizi. Di fronte a tutto questo è lecito chiedersi: a chi giova questa insistente campagna denigratoria che pare ignorare sistematicamente tutta una serie di dati oggettivi nonché le stesse osservazioni del Controllo Analogo e le decisioni fondate su approfondite analisi interne poste in essere dalla stessa AdSP?
Per fare chiarezza in questa situazione potrebbe essere quindi utile, dati alla mano, provare a confutare le argomentazioni pretestuose che cercano di minare per l’ennesima volta la credibilità e l’operato di PAS e dei suoi lavoratori.
Innanzitutto è fondamentale sottolineare che le analisi di mercato che intenderebbero dimostrare una presunta onerosità di PAS sono profondamente viziate dalla mancata omogeneità degli elementi paragonati. Come evidenziato dagli stessi uffici dell’ADSP, a livello nazionale le tariffe per la vigilanza armata nei porti si attestano mediamente intorno alle 20 euro/ora, al netto dei servizi accessori. Senza una chiara quantificazione di questi “servizi accessori”, è dunque impossibile qualsiasi comparazione oggettiva.
Nonostante ciò, se si procede comunque a un’analisi comparativa dei dati, il risultato non fa che confermare i nostri dubbi. La tariffa di PAS, che si rammenta essere pari a circa 23 euro/ora per le GP , a parità di servizio, non risulta essere fuori dal range dei valori delle tariffe applicate nelle altre AdSP. Addirittura appalti come quello di Bari (AdSP MaM), precedentemente svolto da una società “in house” providing, hanno ora una tariffa oraria pagata al privato che si aggira intorno alle 23 euro (più IVA), e cioè una tariffa superiore sia rispetto a quella della società “in house” che l’ATI è andata a sostituire sia rispetto alla media nazionale evidenziata (tra le 20 e le 22 euro). Analogamente, nel porto di Taranto si registra una situazione simile con una tariffa di 23,25 euro/ora (più IVA).
Le stesse tabelle allegate nei documenti interni dell’ADSP certificano come il costo della PAS sia perfettamente in linea con la media di mercato nazionale. Non a caso, anche la nota riportata sull’“istruttoria affidamento” del 03 aprile 2023 del controllo analogo, rappresenta le nostre medesime osservazioni: “le tariffe soprariportate evidenziano un’alta mobilità del valore del servizio affidato che molto probabilmente sconta il fattore territorio più che il fattore volume dell’affidamento. L’offerta della PAS… non risulta essere fuori dal range dei valori delle tariffe applicate nelle altre AdSP per la medesima tipologia di servizio, ma in media con gli altri”.
In termini di efficienza economica, è doveroso poi sottolineare che gli ultimi bilanci della PAS sono stati chiusi in attivo: un attivo di 468 euro nel 2021, un significativo attivo di 188.968,00 euro nel 2022, un attivo di 8.416 euro nel 2023 e un ulteriore attivo registrato anche nel 2024. Questo dimostra che, dal punto di vista dell’economicità dell’azione di PAS, ad oggi, non si riscontrano da anni criticità di bilancio. Dati che, a differenza di quanto si vuole insinuare, sono solidi, verificabili e inequivocabili.
Riguardo alla dotazione organica, è vero che nel 2022 PAS, con circa 62 unità, ha riscontrato qualche difficoltà a coprire le 107.000 ore di servizio richieste dall’AdSP. Tuttavia, proprio per evitare simili criticità sarebbe utilissima l’immediata stabilizzazione del personale attualmente in forza alla PAS con contratto a tempo determinato e la celere programmazione di nuove assunzioni. Un aumento del numero delle unità di personale, sebbene comporti un maggior costo societario iniziale, inciderebbe in misura inversamente proporzionale sul costo orario, rappresentando anche un elemento da valutare in termini sociali e universali per l’impatto sul territorio.
Così, mentre la Corte dei Conti non ritiene sufficienti le motivazioni che hanno spinto l’AdSP a rinnovare la convenzione di PAS, si continua a non tener conto della Direttiva UE 2020/2557 (Direttiva CER Critical Entities Resilience) recepita dall’Italia con Dlgs n. 134/2024 con la quale si raccomanda vivamente che, nel contesto degli appalti dei servizi di sicurezza privata destinati ad infrastrutture critiche, venga data priorità alla qualità dei servizi offerti e non solo al prezzo più basso. Tutto questo proprio perché la sicurezza delle aree portuali è considerata di vitale importanza e non può essere compromessa da una scelta basata esclusivamente sul costo.
Ci risulta pertanto paradossale che si continui a focalizzare l’attenzione sui presunti costi elevati di una società che, dati alla mano, dimostra da anni di essere una preziosa al servizio della collettività e di saper operare in linea con il mercato garantendo una gestione trasparente, efficiente e proficua nel rispetto anche della suddetta direttiva CER.
Per tutti questi motivi, nell’interesse dei lavoratori di PAS, dell’ente pubblico rappresentato dall’AdSP e delle centinaia di migliaia di utenti che ogni giorno transitano negli scali di Civitavecchia, Gaeta e Fiumicino, USB continuerà a difendere la trasparenza e la verità dei fatti difendendo la gestione pubblica di una società che, nonostante questi continui attacchi, dimostra da tempo di essere un vero e proprio fiore all’occhiello per l’intero sistema portuale del territorio”.
USB Civitavecchia
