Dunque è dalla porta che riparte l’avventura in serie B della Futsal Academy. E da un portiere che arriva dal calcio a 11.
È Daniele Paniccia la prima novità in casa rossoblù, che passa dalla porta da 7,32 metri a quella da 3×2 metri.
«Sì, è una novità assoluta per me – spiega il numero 1 – perché mi sono sempre cimentato nel calcio a 11. Nonostante ciò, non vivo nessuna paura ma anzi, è uno stimolo a imparare, facendo qualcosina in più».
Il classe 1999 viene da un anno di incertezze: per questo l’approdo a Borgata Aurelia rappresenta un punto da cui ripartire, alimentato da tante speranze. Auspico una bella stagione, sia dal punto di vista personale che della squadra. In realtà non sono nuovo di frequentazione all’Ivan Lottatori: infatti la passata stagione ho svolto qualche allenamento con la prima squadra. Ero vincolato al Tolfa, ma per i regolamenti dopo il 31 gennaio sono rimasto bloccato. Ho pazientato qualche mese e ora ho colto l’occasione che è capitata. A me il calcetto piace, tanto che con i miei amici l’estate ho sempre giocato i tornei e ritengo che le mie caratteristiche che combinino perfettamente con questo sport». Poi una speranza “allargata”: «Al di là dei risultati, spero in una buona stagione, nella quale vorrei che chi viene a vederci si divertisse. In questo senso per m il divertimento è anche giocare con i piedi. Non riesco mai a stare fermo di mio, tanto che in questo periodo pratico anche la boxe e la pesistica per poi aspettare il via della stagione 2026-2027 ad agosto». Il ruolo del portiere di futsal cambia tanto rispetto a quello di calcio: Paniccia ne è consapevole, così prova ad analizzare le differenze: «Ci sono aspetti molto diversi. Nella porta a 11 serve più tecnica, nel pentacalcio occorrono maggiori posizione e istinto, la parata a croce è fondamentale, mentre nell’11 no. Ecco, sto lavorando per affinare queste tecniche. Poi mi piace partecipare all’azione, so di poter svolgere il ruolo del portiere di movimento perché in un certo senso mi viene spontaneo. Nel calcio a 11 ho sempre giocato alto, mi piace spingermi in attacco. Magari in futuro ci si lavorerà spero poiché attaccare in superiorità numerica è un plus da sfruttare. I compagni al momento non so chi saranno. Semmai – l’osservazione finale di Daniele Paniccia – è fare l’abitudine al parquet e al gommato. In questo aspetto ho notato le differenze maggiori, per la reattività necessaria sulle ribattute. Devo imparare a usare i piedi per le parate basse».
Per quanto attiene il mercato, al momento le trattative sono quelle rimaste aperte ovvero con Fabrizio Cavedal e Matteo Proietti. Al primo Cavedal sono pervenute diverse offerte che sta valutando, molte delle quali dalla Capitale sia in B che dalla A2. Su Proietti, la società civitavecchiese deve capire se c’è il margine per una permanenza anche se le sirene santaseverine continuano a rimanere forti.
