Omicidio Vannini, l'avvocato Boccia su Viola: "Ha certificato la presenza di Martina nel bagno" - Terzo Binario News

Il legale spiega: “Per questo motivo non è stata denunciata dalla Corte per falsa testimonianza, ma potrebbero farlo le parti civili dopo la Cassazione”

“La sentenza, completa, ben argomentata, ha accolto le richieste del procuratore generale e delle parti civili, ritenendo responsabili i quattro imputati per omicidio volontario, sotto il profilo del dolo eventuale.

La Corte ha posto in risalto alcuni aspetti:

  • per la prima volta, stigmatizza duramente alcune lacune degli inquirenti nelle indagini (mancato sequestro abitazione, rilievi troppo superficiali, esami stub e swap fatti troppo tardi, ecc.);
  • per la prima volta, parla espressamente di scena del crimine alterata dai quattro imputati (ad esempio le pistole trovate senza impronte digitali);
  • parla espressamente di crudeltà dei quattro verso Marco, soprattutto nel periodo di tempo in cui lo stesso si trovava ancora in quella casa, prima di essere condotto al PIT;
  • evidenzia a chiare lettere tutte le occasioni di mendacio in cui sono incorsi gli stessi imputati, sia nell’immediatezza del fatto che nelle fasi successive (indagini preliminari e processo);
  • spiega perché sussiste in capo a tutti il dolo eventuale e non la colpa cosciente e, per la prima volta, ritiene responsabili Mery, Federico e Martina a titolo di “concorso anomalo nel reato”, a norma dell’articolo 116 del codice penale (ipotesi mai contemplata nei precedenti gradi del giudizio).

Due parole su Viola.

La Corte, riguardo al suo esame testimoniale in aula del 9 settembre 2020, ha parlato di teste non credibile e tendente alla reticenza, ma non ha ritenuto di denunciarla per falsa testimonianza, probabilmente perché, a detta della stessa corte, in quella deposizione, nonostante la sua involontarietà, ha fatto raggiungere la prova certa, a livello processuale, della presenza di Martina in bagno al momento dello sparo.

Gli avvocati della famiglia Vannini decideranno, con calma, se procedere loro alla sua denuncia, magari alla fine del processo.

Ora la partita, che rimane comunque aperta, si sposta in Cassazione.

Tutte le parti del processo possono ricorrere contro la sentenza dell’appello bis, senza alcuna esclusione.

Qui vorrei distinguere:

  • il PM e le parti civili avrebbero l’interesse a farlo per far condannare tutti e quattro a titolo di piena responsabilità, dato che per Mery, Federico e Martina la corte ha applicato il concorso anomalo (con pene più basse);
  • gli imputati, a maggior ragione, hanno un interesse, onde evitare il passaggio in giudicato già a gennaio 2021 e l’esecuzione pena fra poche settimane, oltre che a far valere le loro tesi in punto di responsabilità.

Personalmente, ma posso sbagliarmi, credo che parti civili e PM non ricorreranno, ma solo per evitare di allungare ulteriormente il processo (conseguirebbe un appello-ter + cassazione, con arrivo a ben sette gradi di giudizio!).

Gli imputati ricorreranno al cento per cento, e adotteranno la loro linea difensiva sempre sostenuta dai loro legali (Antonio unico responsabile della morte di Marco, per colpa non grave, gli altri tre non responsabili ma vittime dello stesso Antonio); con ogni probabilità chiederanno:

  • per Antonio annullamento con rinvio a un appello-ter (che porti alla sua condanna per omicidio colposo non aggravato);
  • per gli altri tre annullamento senza rinvio – ossia proscioglimento – per non aver commesso il fatto o per favoreggiamento personale non punibile, o, in via subordinata, annullamento con rinvio a un appello – ter (che derubrichi il loro reato a omissione di soccorso)”.

avvocato Antonio Alessio Boccia

Pubblicato lunedì, 30 Novembre 2020 @ 14:13:14     © RIPRODUZIONE RISERVATA