Oggi l'anniversario della morte di Ninni Cassarà: il ricordo di Francesca Toto • Terzo Binario News

Oggi l’anniversario della morte di Ninni Cassarà: il ricordo di Francesca Toto

Ago 6, 2016 | Cerveteri, Cronaca, Dal Web

Ninni CassaràOggi ricorre l’anniversario della morte di Ninni Cassara’ un vice dirigente della Squadra Mobile della Questura di Palermo, assassinato da un commando mafioso il 6 agosto 1985 insieme all’agente Roberto Antiochia. Non si può dimenticare anche se sono passati 31 anni ! Io ne avevo appena una decina eppure ricordo benissimo la cruenza dei TG dell’epoca.
Ninni Cassara’ era un poliziotto eccezionale, un super poliziotto.

Probabilmente proprio quel poliziotto cui Falcone mi disse un giorno ..” … tra i migliori vi era sicuramente il superpoliziotto dagli occhi dietro la nuca…”.. già perché Falcone nomi non ne faceva mai con chi non era uno stretto collaboratore addetto ai lavori.

Perché potrebbe essere proprio Ninni Cassara’ il poliziotto con gli “occhi dietro la nuca” !?

Cassarà, come ci viene raccontato in un’intervista dall’allora vicequestore della Polizia scientifica Margherita Pluchino, che negli anni Ottanta lavorava nella sezione investigativa della Squadra mobile: “… era capace di coinvolgere tutto il personale, dava fiducia a tutti e la sua squadra funzionava alla perfezione: ognuno si sentiva responsabile del compito che gli veniva affidato. Aveva una grande capacità organizzativa. Lavorava senza orari ed era capace di scendere in piazza per i suoi uomini in qualunque momento, supportandoli. Non scaricava mai nessuna responsabilità assumendosele in prima persona e questo per noi che lavoravamo con lui era tanto. Senza il suo lavoro sfociato nel famoso rapporto dei 161+1, che rivelò la struttura dei mandamenti mafiosi, non ci sarebbero state tutte le indagini successive che portarono Giovanni Falcone e Paolo Borsellino a istruire il Maxiprocesso contro Cosa Nostra. Quel rapporto fu una base (e un metodo) indispensabile e insostituibile per le investigazioni che inchiodarono oltre 400 persone per reati di mafia”. Da non dimenticare “l’intuizione che ebbe con le indagini che seguivano la ‘via di soldi’ inaugurata proprio con l’amico e collega Falcone”.

Pochi giorni prima dell’omicidio di Cassarà, cadde, sempre a Palermo, per mano mafiosa il Commissario Beppe Montana. Questo spinse inevitabilmente gli uomini che lavoravano intorno a Cassarà, ed egli stesso a “far presto” con le indagini in corso, ma essi in particolare Cassarà, vivevano in un isolamento totale, abbandonati anche da “funzionari e colleghi. Chi incontrava Cassarà per lavoro tutti i giorni e ne raccoglieva le confidenze, volendogli bene non poteva considerarlo un amico perché amicizia, è parola impegnativa che andrebbe usata con prudenza e almeno un po’ di buon gusto. Per questo, trent’anni dopo, viene qualche fitta allo stomaco a scoprire di quanti amici coraggiosi fosse circondata una delle vittime della mafia più boicottata e più tragicamente isolata della nostra storia recente. Ma questo purtroppo è tipico di chi cerca visibilità.

Oggi, ma in realtà tutti i giorni, onore a Ninni Cassarà ed ai poliziotti, carabinieri, finanzieri, che come lui lottano ogni giorno contro l’isolamento di uno Stato che non offre grande rispetto per la legalità e per il loro lavoro investigativo.
Continuiamo a rompere il Silenzio

Francesca Toto
Membro del Movimento Agende Rosse