Riceviamo e pubblichiamo dal Movimento 5 Stelle Cerveteri.
“Νενικήκαμεν!”(“Siamo vincitori!”) gridava il prode greco, dopo un estenuante corsa di oltre 40 km che gli costò la vita, ma che permise ai suoi concittadini di conoscere l’esito di una battaglia che avrebbe cambiato il destino del loro popolo. E di vera vittoria si trattò, la storia la conosciamo, ma quella celebrata in questi giorni dall’amministrazione comunale in merito all’aumento dell’afflusso nel Museo di piazza Santa Maria e la Banditaccia ha un sapore diverso, soprattutto alla luce dei dati ufficiali che, se letti con occhio meno disincantato, delineano uno scenario ben diverso e meno roboante. I dati sono pubblici ed una analisi, anche solo superficiale, ci mostra che ad un confronto tra gli anni 2011 e 2012 si registra un aumento delle presenze che passano nel totale da 63.807 nel 2011 a 65.510 nel 2012 con un saldo positivo di 1703 visitatori, ma è diminuito il numero dei paganti con conseguente impatto sull’incasso ( –481 visitatori paganti, –7334.00 euro d’incasso).
È come cercare di risolvere la crisi del cinema regalando i biglietti. Trattasi di promozione che, ricordiamo, ha un costo, ma non di un sostanziale cambiamento di rotta che è ben lungi dal realizzarsi. Un cambiamento che necessita di un sistema integrato da più soluzioni, di una programmazione seria e lungimirante, del coinvolgimento degli esperti del settore e operatori locali, piuttosto che di delegati politici (a proposito che fine ha fatto Nicola Barbato?), il tutto rafforzato dalla istituzione di un tavolo di lavoro permanente. Vorremo evitare di vedere i soliti tagli di nastri, foto di rito con i noti faccioni politici in cerca di visibilità, la presenza del “divulgatore” di grido che dona credibilità all’operazione. Un film già visto dal finale incerto.
Altri potrebbero apprezzare l’indotto indiretto e la visibilità derivata, ma considerata la drammatica inesistenza di strutture recettive questo eventuale valore aggiunto rischia d’impantanarsi in un contesto, quello di Cerveteri, dove i malcapitati visitatori, anche i meno avveduti ed esigenti, trovano grande difficoltà e poca motivazione nel prolungare la loro permanenza nella nostra antica cittadina, da sempre restia a concedersi all’invasione turistica, che in altri luoghi e in altri tempi ha portato benessere economico e sociale. (Tralasciamo volutamente al momento la situazione di Marina di Cerveteri: erosione della costa, depuratori, collegamenti inesistenti, gestione raccolta differenziata ecc.)
Se poi, in ultimo, qualcuno confrontasse la diminuzione degli introiti e le ingenti somme che sono state impiegate per la realizzazione di teche parlanti e futuristiche tombe, il saldo finale della “vittoria” di Pascucci somiglierebbe più a quella di Pirro ad Ascoli Satriano che a quella dei Greci a Maratona.
L’amministrazione, con questa ennesima uscita, dimostra principalmente due cose: la prima, che le strategie finora intraprese verso un vero rilancio del territorio non sono poi così efficaci (ricordiamo che l’inaugurazione delle tecnotombe risale ad ottobre 2011), ma su questo possiamo in tutta onestà concedere altro tempo. La seconda: l’amministrazione conosce i meccanismi e i canali per gestire e manipolare la comunicazione a suo uso e consumo e lo fa in maniera spregiudicata. Di questo, con un po’ di preoccupazione, ne prendiamo atto. Nell’attesa di assistere all’invasione dei turisti sud coreani per le strade di Cerveteri, passeggiamo per piazza Risorgimento e contempliamo le serrande chiuse in un territorio che sta morendo. Ogni giorno di più.
