È a una svolta la vicenda legata alla morte della 90enne, Anna Tomasino, deceduta lunedì 6 maggio a seguito della rapina subita la sera precedente nella propria abitazione di Montesacro, in via Pizzo Bernina. Per cinque rom è scattato il fermo di indiziato di delitto da parte dei carabinieri della compagnia Roma Casilina, con il supporto della Squadra Mobile della Polizia di Stato.
La donna, alle 21,30 di domenica 5 maggio, si era trovata davanti i ladri e ne è scaturita una violenta colluttazione, a seguito della quale l’anziana è caduta a terra. Trasportata in codice giallo al Policlinico Umberto I, è deceduta il giorno dopo. Le forze dell’ordine sono subito intervenute, dopo la telefonata in cui si segnalava di aver sentito le urla dell’anziana e di aver visto due persone prima scappare da una pensilina posta al primo piano dell’edificio, poi fuggire a bordo di una Volkswagen Station Wagon.
Tre fermi sono avvenuti tra Roma e provincia, uno a Ventimiglia e uno a Torino: quattro soggetti sono di origine serba e uno di origine bosniaca, di età compresa tra i 20 e 42 anni, ritenuti responsabili di rapina pluriaggravata in concorso e dell’omicidio dell’anziana.
L’accelerata alle indagini, che ha permesso di risalire alla identità dei soggetti, è arrivata quando uno dei componenti del gruppo ha manifestato la volontà di costituirsi, presentandosi presso la stazione dei carabinieri di Cinecittà. I primi elementi raccolti hanno consentito di risalire ai suoi complici che nel frattempo, in fuga, si erano allontanati dalla Capitale.
L’attività investigativa ha consentito ai militari, nel giro di poche ore, di rintracciare tutti i componenti della banda: uno di loro presso il campo rom di via Salviati, un altro nei pressi della stazione ferroviaria di Pomezia – Santa Palomba e un terzo in provincia di Torino, quest’ultimo rintracciato grazie alla collaborazione fornita dai carabinieri della Compagnia di Moncalieri.
Le indagini svolte su un quinto componente della banda, di nazionalità serba, hanno permesso di verificare che lo stesso, nella mattinata di domenica, era stato arrestato dalla Polizia di Frontiera di Ventimiglia perché ad un controllo era risultato irregolare nel territorio nazionale, nel quale aveva fatto rientro dopo essere stato espulso.
Secondo le prime ammissioni rese agli uomini dell’Arma, la sera del 5 maggio i cinque avevano raggiunto via Pizzo Bernina per commettere il furto all’interno dell’abitazione dell’anziana donna, al secondo piano dello stabile.
Dopo aver infranto il vetro di una finestra e aver fatto irruzione, hanno sorpreso la donna, che nel frattempo, accortasi di quanto stava accadendo, era riuscita ad allertare una vicina di casa telefonandole. In quel frangente uno dei malviventi, nel tentativo di bloccare la richiesta d’aiuto della donna, l’avrebbe aggredita da dietro, tramortendola.
Tuttavia, come emerso dai primi accertamenti svolti dalla Polizia, le urla d’aiuto dell’anziana avevano attirato l’attenzione di alcuni vicini che avevano notato due soggetti scappare dall’abitazione della donna e dileguarsi a bordo di un’autovettura Station Wagon, di colore grigio. Nel corso delle operazioni, i carabinieri e la Polizia hanno recuperato e sequestrato l’automobile, trovata nella disponibilità di un soggetto bosniaco abitante nel campo di via Salviati.
Gli arrestati, espletate le formalità di rito, sono stati tradotti presso le case circondariali dei luoghi in cui è avvenuta la cattura, in attesa dell’interrogatorio di convalida.
