“Flussi riflussi e ricordi storici: Gioacchino Belli fissò in versi “Er colera morribus” la pandemia che colpì tutta l’Italia tra il 1835 e il 1837.
Racconta in versi di gente che finisce al cimitero in un gran numero per una malattia venuta da oriente; di Roma senza messe e senza feste per l’epidemia ; di lavoratori disperati che pensavano se fosse meglio morire di fame o di malattia, notizia attuale. Nei social di allora le osterie venivano usate come fake news .
Si narrava di rimedi miracolosi e di improbabili dritte su chi aveva volontariamente diffuso tali miasma e di politici che prendevano misure di dubbia efficacia e che indicevano processioni che poi hanno avuto l’effetto di implementare l’epidemia in corso.
Scrive del sinistro suono dei campanelli che avvisavano dell’avvicinarsi del carro dei morti . Tristi spettacoli li descrive anche Manzoni parlando dell’epidemia verificatasi a Milano nel 1630 e che purtroppo abbiamo, recentemente, visto ripetersi in Italia. Ieri esattamente come oggi.
Eppure i genitori dei nostri politici locali hanno provveduto a inviare a scuola i loro figli . La scuola serve o meglio dovrebbe servire ad aprire le menti ovviamente di molti ma non di tutti .
Pongo in evidenza che nonostante gli alti numeri della pandemia presenti a Ladispoli il ” Grando “ sindaco ha inaugurato in presenza due parchi giochi per bambini ed è stato convocato un consiglio comunale ,sempre in presenza . Ex studenti più zucca di Loro non potevano capitarci ad amministrare la nostra città? Di quali letture si nutrono? Usano, forse, il corona virus per ringiovanire la città?
Gaetano Minasi
