Ieri abbiamo aperto con una rosa dal gambo di filo spinato per ricordare le vittime della follia nazi-fascista: ebrei, zingari, omosessuali, disabili, oppositori. Perché noi non dimentichiamo, mentre proprio ieri qualcuno che sventuratamente ha governato il nostro Paese ha provato a sminuire la portata delle leggi razziali e dell’esperienza fascista. La nostra memoria è ben presente, per questo abbiamo raccolto le vostre riflessioni.
Francesca Scanu
Per non dimenticare… i sopravvissuti che sono riusciti a valicare il cancello della rinascita…per non dimenticare le vittime di un’ideologia malsana. A 68 anni da questo orrore pochi vogliono ricordare, pochi ne vogliono parlare… Forse perché, come diceva Primo Levi, ritorniamo nelle nostre tiepide case, perché troviamo del cibo caldo, perché non dobbiamo lottare per un pezzo di pane… Anche questo per me è orrore, l’egoismo che cresce in ognuno di noi. Io non voglio dimenticare i 6 milioni di “luci spente”, lo smarrimento nei loro occhi, la sofferenza che ha accompagnato i giorni, i mesi e gli anni della loro prigionia e quel briciolo di speranza di libertà che può aver tenuto compagnia ai loro cuori.
Angelica Tiozzo
Sono convinta che sin da piccolissimi dovremmo vedere filmati , registrazioni e ascoltare testimonianze di quanto è accaduto …. Crescere informati è l’unico modo per non ripetere ….. L’informazione è il mezzo più potente per combattere l’ignoranza .
Davide Campolongo
Sono di ritorno dall’evento “Giornate della memoria” celebrato presso il Granarone a Cerveteri, organizzato dalla nostra Amministrazione Comunale. Un’occasione unica per commemorare il passato, ma al tempo stesso utile per costruire il futuro. E’ necessario lanciare un monito sopratutto per i più giovani, affinché non si ripetano più gli orrori dei campi di concentramento, facendo attenzione a soffocare i focolai di odio e razzismo purtroppo ancora oggi presenti.
Camilla C.
L’essere umano dimentica troppo spesso:prima,dopo e durante l’olocausto siamo stati messi davanti ad altri scempi e ancora ci sono persone che subiscono abusi e soprusi per un’appartenenza culturale o religiosa. Per non dimenticare si deve ricordare ogni giorno e far si che quello che abbiamo appreso dalla storia venga utilizzato nella nostra quotidianità,altrimenti non basteranno documentari o musei a farci ricordare.
Fabio Fantozzi
Felice di aver celebrato questa giornata con la presentazione del libro di Cecilia Gentile sui bambini di Gaza, sul dolore della guerra, sulle ferite invisibili e ancora una volta la cittadinanza di Ladispoli e Cerveteri si è dimostrata matura e sensibile. Un’atmosfera carica di emozioni che non dimenticherò!
Giulia Catricalà
Io credo che la ‘memoria’ di un individuo sia saldamente connessa alla sua capacità, o meglio qualità, di impressionarsi: la cosiddetta emotività, è una dote, è piacevole per le cose belle, molto meno per quelle brutte usando un eufemismo, tipo l’olocausto. Ricordarlo fa soffrire, ma è giusto che sia così per chi questa sofferenza nostra se la sognava insieme alle ‘tiepide case’ di cui parla Levi. Nei nostri limiti possiamo solo ricordarla senza capirla mai veramente in fondo. Provando anche a sprigionare tutta la propria capacità immaginativa, nessuno, purtroppo e per fortuna saprà mai la vera entità di quel dolore ed è proprio per questo motivo qui che da una dote di pochi deve diventare un dovere di tutti.
Matteo Forte
Proprio in questi giorni sto studiando, per un esame dell’università, cos’è la memoria, come si forma e come si mantiene viva. Mi sto rendendo conto – ancor di più, se possibile – di quanto sia importante non dimenticare avvenimenti del genere, conscio del fatto che ricordare è l’unico modo per far sì che non si ripetano.
