Lavori usuranti: cos'è l'Ape sociale  • Terzo Binario News

Lavori usuranti: cos’è l’Ape sociale 

Set 28, 2020 | Dal Web, Politica

Per determinate categorie di lavori e nel rispetto di alcuni requisiti, è possibile fare richiesta per la pensione anticipata: ecco cosa c’è da sapere.

Già da alcuni anni è in vigore la normativa sulle pensioni che permette a coloro che svolgono lavori usuranti di andare in pensione prima del consueto traguardo previsto per tutti gli altri lavoratori: questa possibilità, però, viene concessa solo in concomitanza di particolari requisiti, descritti nella riforma delle pensioni del 2016, entrata in vigore il 1° gennaio 2017. Questa procedura si chiama APE sociale, e permette una serie di  semplificazioni in materia di pensioni, sia dal punto di vista normativo, sia dal punto di vista burocratico. Ecco dunque cos’è l’APE sociale e come funziona.

L’APE sociale è una procedura di pensione anticipata totalmente a carico dello Stato, che si occupa della completa copertura economica dei contributi pensionistici eventualmente non ancora versati dal beneficiario della pensione anticipata. Per il lavoratore, quindi, si tratta di una pensione anticipata a costo zero: questa è la prima, importante differenza con la cosiddetta APE volontaria, un meccanismo che consente di smettere di lavorare con un certo anticipo, ma a patto che l’importo di pensione anticipata venga restituito al momento del perfezionamento del requisito anagrafico per la pensione ordinaria. 

Come è facile immaginare, non tutti possono accedere all’APE sociale: esistono infatti determinate categorie di lavoratori che possono fare richiesta e inoltrare la domanda. Tra queste, vi è la categoria dei cosiddetti lavori usuranti, che comprende i lavoratori occupati in mansioni particolarmente gravose per il benessere psicofisico della persona. A decidere quali lavori rientrano nella definizione, vi è il testo del decreto legislativo 67/2011 e, in particolare, l’articolo 24 della legge 214/2011. Qui si definiscono i confini dei lavori usuranti, nella cui categoria rientrano quindi:

  1. i lavori che prevedono l’impegno del lavoratore in un «processo produttivo in serie»: ovvero le mansioni che obbligano alla ripetizione costante dello stesso ciclo, delle stesse operazioni, degli stessi movimenti; in questa categoria rientrano anche «i lavoratori addetti al controllo computerizzato della produzione e al controllo qualità»;
  1. i lavori che si svolgono in luoghi chiusi, bui, e in condizioni di particolare gravosità, come quelli di edilizia ed estrazione all’interno di  gallerie, cave o miniere; ma anche, similmente, i lavori che costringono per lunghi periodi di tempo all’esposizione del lavoratore ad alte temperature o in spazi molto ristretti; infine, rientrano in questa categoria anche i lavori che prevedono asportazione e trasporto di amianto e altre sostanze tossiche, i lavori svolti dai palombari e quelli svolti in cassoni ad aria compressa;
  1. i lavori che si svolgono principalmente di notte e che interrompono, dunque, il naturale ciclo sonno-veglia: in questo caso il lavoratore deve prestare servizio notturno per almeno 6 ore consecutive, e almeno 64 giorni nel corso dell’anno;
  1. i lavori in cui il lavoratore è conducente di autobus, treni o qualsiasi altro mezzo di trasporto pubblico, a patto che il veicolo abbia una capienza pari o maggiore ai 9 passeggeri.

Il decreto legge 67/2011 chiarisce, inoltre, che ognuna di queste categorie sia soggetta a un primo requisito: che ognuno di questi lavori sia stato svolto per metà della vita lavorativa o per 7 anni negli ultimi 10 anni. 

Ma i requisiti per accedere all’APE sociale non terminano qui: ci sono infatti una serie di requisiti anagrafici e contributivi he devono essere perfezionati per poter inoltrare la domanda di pensione anticipata. Ecco quali sono: 

  1. il primo riguarda tutte le categorie di lavori usuranti e consiste nel raggiungimento di almeno 35 anni di contributi previdenziali versati 
  2. il secondo riguarda solo la categoria del lavoro notturno e fissa alcune specifiche riguardo ad età anagrafica e a categoria di lavoro usurante:
  • lavori notturni usuranti che prevedono turni notturni per più di 78 giorni all’anno: è richiesto il raggiungimento dei 61 anni e 7 mesi d’età (per i lavoratori dipendenti) o dei 62 anni e 7 mesi d’età (per i lavoratori autonomi);
  • lavori notturni non usuranti che prevedono 6 ore di lavoro per notte, da 72 a 77 giorni all’anno: è richiesto il raggiungimento dei 62 anni e 7 mesi d’età (per i lavoratori dipendenti) o i 63 anni e 7 mesi d’età (per gli autonomi);
  • lavori notturni non usuranti che prevedono 6 ore di lavoro a notte, ma “solo” tra i 64 e i 72 giorni all’anno: è richiesto il raggiungimento dei 63 anni e 7 mesi d’età (per i lavoratori dipendenti) o dei 64 anni e 7 mesi d’età (per gli autonomi).

Accertata la presenza dei suddetti requisiti, in base a quanto stabilito dal decreto legislativo 67/2011, è dunque possibile procedere all’inoltro della domanda all’INPS, entro e non oltre il 1° marzo dell’anno in corso, a condizione che i requisiti vengano perfezionati entro l’anno (oppure entro il 1° maggio dell’anno in corso, se i requisiti verranno perfezionati entro l’anno successivo).