Lago di Bracciano, captazioni ridotte di 500 litri al secondo in un mese - Terzo Binario News

I nasoni di Roma pronti a riaprire ma con il rubinetto. Ad annunciare la decisione è stata la sindaca della Capitale, Virginia Raggi. “Attualmente la misura riguarda 8-10 fontanelle che sono state temporaneamente chiuse anche per rafforzare le reti sottostanti. Saranno riaperte – ha detto Raggi – con l’installazione di un rubinetto, benché siamo consapevoli che quando questo esperimento fu fatto dalle precedenti Giunte, i rubinetti furono rubati. Non posso mettere un poliziotto dietro ogni cittadino, ma mi auguro che questa misura aiuti la dispersione, anche se è vero che il flusso libero serve per tenere la pressione dell’acqua corrente”. La sindaca di Roma ha anche spiegato che Acea “ha immediatamente investito 70 milioni di euro per rafforzare le reti ‘colabrodo’ con una dispersione che va dal 30 e il 40% dell’acqua, e abbiamo già diminuito la captazione dal lago di Bracciano di 500 litri al secondo in un mese di interventi. E’ evidente che il tema dell’acqua andrà affrontato con la municipalizzata che ha capito le indicazioni dell’amministrazione che punta alla manutenzione delle reti”. 

Una decisione quella di riaprire i nasoni di Roma, sebbene con i dovuti accorgimenti, che potrebbe soddisfare le diverse associazioni che si erano mosse per contrastare questa iniziativa. In primis c’era la Croce Rossa che aveva puntato i riflettori sui senza fissa dimora che senza i ‘nasoni’ non avrebbero potuto dissetarsi. E poi c’era anche il presidente di Ecoitaliasolidale che per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema ‘abbassamento lago di Bracciano’ aveva iniziato lo sciopero della sete. “Siamo convinti – ha ribadito proprio in queste ore il presidente di Ecoitaliasolidale Piergiorgio Benvenuti – che la chiusura dei nasoni a Roma non porterà alcun risultato positivo, anzi, potrebbe causare un danno negando acqua pubblica ai senza dimora presenti nella città, ma anche un danno ambientale per il maggior utilizzo di acqua minerale in bottiglie di plastica da parte di turisti e sportivi”.

E proprio Benvenuti ricorda che “per difendere il diritto all’erogazione dell’acqua pubblica a Roma senza far morire di sete il Lago di Bracciano a causa delle captazioni da parte di Acea, il sottoscritto ha fatto lo sciopero della sete per cinque giorni, azione proseguita nel periodo successivo dai dirigenti di Ecoitaliasolidale, ma proseguiamo con le nostre iniziative di protesta sino a quando i nasoni della Capitale non saranno liberati dalla morsa della sete e uno dei laghi più belli del Lazio non verrà più prosciugato”. 

Pubblicato martedì, 11 Luglio 2017 @ 14:27:53     © RIPRODUZIONE RISERVATA