Ladispoli, referendum Piazza Grande: l'amministrazione ignorerà l'esito del referendum • Terzo Binario News

Ladispoli, referendum Piazza Grande: l’amministrazione ignorerà l’esito del referendum

Nov 30, 2015 | Ladispoli, Politica

IMG_6090Pesante risultato politico per l’amministrazione comunale di Ladispoli che contrariamente ad ogni pronostico della vigilia perde il referendum su Piazza Grande.

Vince il no con il 55% dei voti, ma ora l’amministrazione comunale, non paga dopo il madornale errore di valutazione per aver indetto una consultazione di questo tipo, rischia di cadere nel ridicolo disattendendo le indicazioni dei cittadini.

In una consultazione indetta senza alcun regolamento comunale ora ci si appella al non raggiungimento di un quorum, il 50% dei votanti. Il sindaco Paliotta ha infatti annunciato a caldo che ” dei 1435 ammessi al voto solo 257 hanno paura della cementificazione” accaparrandosi quindi tutti i voti di coloro che non hanno partecipato. Per lui quindi il risultato della consultazione mostra che i favorevoli sono la maggior parte, nonostante il SI si è fermato al 45%.

Una considerazione politica che, se confermata, avrebbe dell’assurdo. Se così stessero le cose anche con un numero di votanti del 50% +1 pur vincendo il NO si sarebbe potuto dire che oltre il 50% degli abitanti non è contrario al piano di Piazza Grande.

Ma che l’amministrazione non vuole ammettere l’indicazione della popolazione è chiaro nella seconda considerazione fatta dal sindaco. Sembra infatti che l’amministrazione è pronta invece a recepire l’esito del secondo quesito referendario, quello che ha ricevuto ancora meno voti del primo. Sono infatti 135 le persone ad aver espresso un voto favorevole alla destinazione delle 300.000 euro per rifare strade e marciapiedi del quartiere piuttosto che realizzare un sottopasso (solo 35 i voti), che dalla stazione collega al secondo grande parcheggio già esistente.

E proprio questo fatto mostra l’assurdità di una consultazione referendaria con una piccola parte della città chiamata a decidere anche di un’opera funzionale al resto dei 41.000 abitanti di cui buona parte pendolari che si servono tutti i giorni dei parcheggi, oltre a tutti i pendolari di Cerveteri. Il sottopasso infatti era già previsto dal documento delle opere strategiche con copertura finanziaria ed ora quelle risorse rischiano di essere destinate ai soli cittadini intorno all’ex campo sportivo.

Alla vigilia molti amministratori ed il Pd avevano parlato di  test politico. Marco Pierini aveva detto testualmente che “E’ chiaro che (la consultazione ndr.) avrà un valore politico (leggi articolo). E noi siamo certi che il risultato sarà positivo”. Ieri ad assistere allo spoglio, nonostante si parli solo ora di non raggiungimento del quorum, erano presenti gran parte dei consiglieri e quasi tutti gli assessori, forse certi di una rivincita dopo le settimane pesanti passate per questa vicenda. Tra questi anche l’assessore Trani (il primo ad andarsene dallo spoglio quando ormai il NO era in chiaro vantaggio) non pago delle polemiche che ha generato con il suo ruolo e forse il principale responsabile del naufragio di questo progetto.

Ma l’amministrazione, organizzando in maniera unilaterale tutta la consultazione non ha scusanti o alibi. Quello di ieri è un voto pesante che conferma quello che molti mal di pancia all’interno della maggioranza vanno dicendo da mesi, vale a dire che l’amministrazione è a un punto di stallo e forse ieri ha iniziato la rotta di collisione.

Arriva forse il tempo, per coloro che invece puntano ad avere ambizioni di vittoria nel 2017, di fare un passo in avanti scongiurando il rischio di rimanere impantanati nella nave capitanata da Paliotta, che non essendo ricandidabile al momento è la persona meno motivata per uscire da questo periodo nero. Va detto infatti che in questi giorni c’é stato anche malumore per l’indizione del referendum, fortemente voluto da Paliotta contro il parere di molti.

Assenti ieri e nascosti nei giorni scorsi numerosi esponenti di centrosinistra soprattutto in casa Pd. Non si hanno notizie di SEL, che comunque risulta essere cofirmataria di tutte le lettere dei giorni scorsi. La firma del materiale propagandistico “L’amministrazione comunale” senza alcuna presa di distanze non assolve l’ala sinistra dell’amministrazione.

Alla luce che la decisione di adottare il piano di Piazza Grande era già presa ed era irreversibile, una consultazione postuma che l’amministrazione ora sta tentando in tutti i modi di ignorare era da evitare.

Se invece come si voleva far credere l’amministrazione era realmente disposta a rimettersi alla volontà dei cittadini ha solo una strada: chiudere una volta per tutte il capitolo Piazza Grande. E’ in gioco la credibilità di un’intera classe politica.