L’erosione della costa sembra ormai un lontano ricordo. Le cause che stanno determinando un problema che modificherà sostanzialmente gli equilibri del precario sistema ambientale appaiono superate. Tanto che il consigliere comunale e delegato al Turismo del comune di Ladispoli, signor Federico Ascani, nel richiamare l’attenzione sulle difficoltà che vive la palude di Torre Flavia e per rilanciarne la valorizzazione, dichiara: “Il monumento naturale palude di Torre Flavia nonostante alcune criticità, rappresenta uno degli ambienti naturali più preziosi ed affascinanti del nostro territorio”. Con queste parole ha presentato il progetto di rilancio della palude, finanziato con soldi provenienti dalla Provincia di Roma e realizzato in collaborazione con l’associazione ambientalista Marevivo.
“Già presentato ad alcune scolaresche della nostra città – ha proseguito Ascani – il progetto ha previsto la realizzazione di pannelli informativi, alcuni riguardanti i fondali e la prateria di Poseidonia oceanica, che andranno ad integrare le informazioni sulla palude già presenti. Altra segnaletica, anche il lingua straniera, riguardano le norme di una corretta fruizione dell’area come anche la comunicazione dei valori e delle fragilità dell’ambiente naturale presente. Per ottimizzare l’azione di conservazione il progetto ha previsto la realizzazione di delimitazioni dissuasive per il controllo del calpestio: tra tutti i possibili meccanismi di degrado delle dune, il calpestio prodotto dai fruitori della spiaggia costituisce l’elemento di grande disturbo. Il passaggio massiccio e ripetuto dei bagnanti crea una rete di canalizzazioni con erosione delle sabbie e danneggiamento della vegetazione”.
Tutto qui? E i danni provocati dalla mancanza di interventi a protezione della duna? E che dire dell’opera che doveva iniziare a Novembre scorso, che serviva a mettere in sicurezza il tratto di mare compreso tra Porto Pidocchio e Torre Flavia? Il delegato di questo non parla. Sfiora l’argomento, pur evidenziando il problema esistente, il vicesindaco Giorgio Lauria: “Il progetto dell’Assessorato al turismo costituisce una significativa e meritoria attenzione verso un patrimonio ambientale che va salvaguardato. L’erosione della costa antistante il sito continua ad impegnarci, unitamente alla Provincia di Roma e alla Regione Lazio, per la realizzazione di un progetto che mira a tutelare la palude”.
Ma non sarebbe il caso di fare un po’ di chiarezza in merito a quanto sta accadendo alle risorse (i soldi) che la Regione del Presidente Zingaretti deve al Comune di Ladispoli, tanto che il sindaco Paliotta pochi giorni orsono aveva tuonato: “Faremo gli atti ingiuntivi alla Regione”? Resta un’ultima domanda da rivolgere ad Ascani e Lauria: ma i milioni che erano stati stanziati per la salvaguardia della costa in quale capitolo di bilancio regionale sono finiti?
