Ladispoli, le casse comunali sono vuote: aumentata l'esposizione con le banche • Terzo Binario News

Ladispoli, le casse comunali sono vuote: aumentata l’esposizione con le banche

Apr 22, 2015 | Ladispoli, Politica

tasche-vuotePeriodo veramente nero per le casse comunali.

Il comune di Ladispoli infatti a fronte delle crescenti spese e della difficoltà nella riscossione dei tributi si è visto costretto ad aumentare l’anticipazione di cassa da parte della sua tesoreria, vale a dire dalle banche.

Di recente il comune aveva più volte palesato la difficoltà nella riscossione dei tributi servizio che, tramite le sue società partecipate, è oggi affidato alla Abaco. Parliamo di una società che per svolgere questo servizio trattiene parcelle abbastanza alte, ma il comune ha già dichiarato che il suo operato non è sufficiente. Per questo risulta che negli ultimi anni, complice anche la crisi, il numero di tributi non riscossi è cresciuto notevolmente, fatto che mantiene sempre vuote le casse comunali.

Per sopperire nell’immediato a questa mancanza di liquidità il comune si è visto costretto ad aumentare da 3/12 a 5/12 l’anticipazione di cassa da parte della Banca Popolare di Milano, che di recente si è aggiudicata il bando di tesoreria.

Cosa significa questa frazione? E’ una percentuale che viene calcolata in base alle somme effettivamente riscosse nel penultimo esercizio finanziario (il 2013). In sostanza, accertato che nel 2013 è stato raccolto 100, il comune può chiedere in anticipo alla banca fino a 5/12 di 100, somma che dovrà poi restituire quando l’incasso verrà effettivamente riscosso.

In questo modo il comune avrà a disposizione “uno scoperto” che passa dai 9.074.400 a 15.123.920 euro. Ma l’operazione è tutt’altro che gratuita e priva di rischi. La banca infatti applicherà il tasso di interesse accordato in fase di gara alla reale somma effettivamente utilizzata dal comune.

Dal punto di vista del rischio, considerando che il numero di crediti è in crescita, l’operazione espone notevolmente sia la banca che l’ente.

Come si legge nell’art. 222 comma 2 bis del testo unico degli enti locali, questa misura rappresenta un’eccezionalità destinata a comuni in dissesto finanziario. Questo il contenuto del comma:

Per gli enti locali in dissesto economico-finanziario ai sensi dell’articolo 246, che abbiano adottato la deliberazione di cui all’articolo 251, comma 1, e che si trovino in condizione di grave indisponibilità di cassa, certificata congiuntamente dal responsabile del servizio finanziario e dall’organo di revisione, il limite massimo di cui al comma 1 del presente articolo è elevato a cinque dodicesimi per la durata di sei mesi a decorrere dalla data della predetta certificazione. È fatto divieto ai suddetti enti di impegnare tali maggiori risorse per spese non obbligatorie per legge e risorse proprie per partecipazione ad eventi o manifestazioni culturali e sportive, sia nazionali che internazionali.

In sostanza questa maggiore disponibilità non può essere utilizzata liberamente, ma solo per interventi obbligatori. Niente sagre o feste potranno essere finanziate con questa maggiore anticipazione.

Il comune di Ladispoli sta cercando tramite il suo neo assessore Trani, competente in materia, di porre rimedio a questa situazione cambiando drasticamente il modo di riscuotere i tributi. L’accordo con la Abaco era stato prorogato fino al 30 giugno, ma al momento non sembra siano state predisposte misure alternative.