di Francesco Scialacqua
Da consigliere assenteista ad assessore fantasma. Sembrerebbe questo il percorso politico di Patrizio Falasca, discusso esponente dell’amministrazione comunale già oggetto di feroci critiche in merito ad erronee dichiarazioni dei redditi.
Nel maggio scorso il sindaco Alessandro Grando aveva deciso di affidare a Falasca la delega alla tutela promozione e sviluppo delle attività produttive, politiche del lavoro e dell’occupazione, comunicazione visiva, web ed innovazione tecnologica. Una lunga lista di deleghe che sembrano non essere onorate dall’assessore.
Dal luglio scorso, cioè da due mesi a questa parte, l’assessore avrebbe partecipato solo a due sedute di giunta su un totale di 11, mentre durante l’estate l’unica sua comparsa ha riguardato i complimenti al comitato dei commercianti del centro per la realizzazione del “Market on the street”, iniziativa quest’ultima partita direttamente dagli esercenti ladispolani, i quali sembrano aver capito che l’unica loro salvezza è rimboccarsi le maniche senza aspettare l’intervento dell’assessore.
Ma Falasca risulterebbe essere anche il consigliere comunale meno presente alle attività di consiglio e commissioni. Dal report del primo semestre 2018, l’assessore occupa l’ultimo posto per numero di presenze in consiglio ed in commissione. Solo tre i consigli a cui ha preso parte e solo due presenze in commissione. Un primato quello di Falasca che non trova giustificazione nemmeno per il fatto della sua nomina da assessore a maggio: qualora avesse partecipato infatti a tutte le restanti sedute fino al 30 giugno, Falasca avrebbe sempre occupato l’ultima posizione.
Viene da chiedersi se ha senso far gravare sulle casse comunali dell’ente un assessorato di fatto fantasma. Va ricordato infatti che ogni assessore costa al comune 1557,12 euro al mese.
Tra le iniziative intraprese dall’assessore vi sarebbe anche la migrazione degli indirizzi di posta elettronica dei dipendenti comunali, operazione che avrebbe comportato una massiccia perdita dell’archivio della posta elettronica, perdita addossata ai dipendenti comunali, piuttosto che a coloro che incautamente hanno effettuato questa operazione su indicazione dell’assessore.
Nel frattempo Falasca sembrerebbe politicamente isolato. Ne è chiara testimonianza l’assordante silenzio del sindaco e dai suoi compagni di maggioranza in occasione dell’errata comunicazione dei suoi redditi personali, oltre a nessun chiarimento o smentita di una presunta contestazione milionaria da parte dell’Agenzia delle Entrate.
