Esserci o non esserci? Questo è il dilemma. Un po’ parafrasando l’amletico dubbio, saranno molti i Consorziati che si porranno l’interrogativo: partecipare o non partecipare all’assemblea consortile del 26 prossimo? Saranno le solite questioni che sono già state definite prima della riunione (in base ad uno Statuto scritto per il lottizzatore e tramandato alla protervia dei subentranti gestori)? Ci sarà la possibilità di discutere civilmente o diventerà la scena di un becero talk-show, per buttarla in caciara, in modo che i partecipanti si scoccino fino alla nausea, lasciando così il passo a poche persone (che restano fino all’ultimo istante) stracolme di deleghe? Qualunque sia il vostro dubbio o la vostra incertezza, di una cosa dovete avere coscienza: si parlerà delle spese consortili e di quanto sia giusto o meno sborsare i nostri quattrini in modo (in)sensato.
L’ultima occasione in cui ci siamo incontrati risale al 21 Dicembre scorso, c’era l’urgenza di far votare la “convenzione novativa”, con la partecipazione straordinaria del Sindaco Paliotta. Urgenza? Fretta? Forse necessità? Quella premura ha partorito NIENTE, il Consiglio Comunale ancora non si è pronunciato in materia, tantomeno la Commissione Urbanistica che avrebbe dovuto esprimere, se non una decisione, almeno un parere, ma ha rimandato i lavori alle prossime riunioni. L’unico fatto certo è che tredici Consorziati si sono opposti alla decisione dell’ultima assemblea consortile su cui pende il giudizio della magistratura. Ma per non ricorrere, quasi in modo passivo, alle altrui decisioni, abbiamo presentato un nostro progetto per la prosecuzione dell’attività consortile sotto un’altra forma giuridica, visto che la “vecchia” convenzione è avviata lentamente al macero. Non siamo noi a dirlo, per primo è stato il Sindaco Paliotta, che nella lettera inviata al Consorzio nel lontano 28 Febbraio del 2013 ha preteso, la completa cessione delle aree e delle opere pubbliche. Nè più nè meno di quanto previsto nella Convenzione del 1967.
Siamo a conoscenza delle ricorrenti voci, insinuate ad arte nei bar, che il Comitato vuole esclusivamente la chiusura del Consorzio, eppure siamo gli unici che hanno presentato una proposta valida legalmente e per giunta permanente. Non piace a qualcuno? Discutiamone, ma perseguendo i dettami di legge e senza pregiudizi feudali, dove i Consorziati sono accostati all’ultimo gradino sociale perché c’è ancora chi pensa “ perché io so’ io e voi…”.
Quindi, non siamo noi che diciamo “no” a tutti i costi, ma neppure siamo così poco accorti da non comprendere che il mancato passaggio delle opere al Comune comporterebbe, di fatto, un ulteriore aggravio economico per i Consorziati che hanno adempiuto al loro dovere. Il Comitato è per un Consorzio-casa-di-vetro, dove la gestione sia trasparente e partecipata, per mantenere servizi e decoro, ma con spese più adeguate. Il Comune è obbligato ad annettersi le opere (tipo cavalca-ferrovia) che sono solo da collaudare, mentre occorre fare presto per riprendere il discorso Nuova Convenzione, che sia in linea con quanto previsto dall’attuale legislazione e che determini un nuovo rapporto tra Consorziati e Comune di Ladispoli, a cui chiediamo di esprimere una politica che sia più vicina alle aspettative dei Cittadini e di realizzare, al contempo, una equa ripartizione fiscale.
Carissimi Consorziati, abbandonate ogni dubbio e partecipate all’Assemblea, sarà l’unico modo per difendere San Nicola da altri pesanti problemi. Se avete a cuore questo angolo di mondo che è di tutti noi, occorre continuare ad amarlo e salvaguardarlo. Senza interrogativi, solo certezze.

