La riflessione pasquale di Giorgio Lauria del 2022 • Terzo Binario News

La riflessione pasquale di Giorgio Lauria del 2022

Apr 17, 2022 | Ladispoli, Religioni

“La morte di croce del venerdì e l’evento della Resurrezione della domenica di Pasqua continuano a raccontare l’essenziale della fede dei cristiani: l’essenziale per vivere in mezzo agli altri uomini, credenti o non credenti.

Il Dio dei cristiani raccontato dal Gesù che si fa carne nella storia degli uomini è il Dio che non interviene il venerdì, perché non interviene rispondendo al male con le “armi” del male, attraverso l’onnipotenza o le logiche dell’odio che risponde all’odio degli altri: in sintesi, l’assenza di Dio (anche per Gesù!) che fa pensare al fallimento dell’A/amore!

Ma è anche il Dio che interviene la domenica, quando si registra la risposta del Dio Amore al Figlio che ha vissuto per amore, fino a dar la vita per amore: dal fallimento alla vittoria dell’A/amore!

Facciamo fatica oggi, come ieri, a credere nell’amore che scandalizza, quello gratuito, incondizionato, quello che non risponde al male con il male, quello che ama fino a dare la vita, senza alcuna risposta di odio. Ancora oggi facciamo fatica a credere in questo amore nel tempo delle guerre, regionali o meno, di interesse più o meno ampio, tanto sul versante geo-politico, tanto su quello economico finanziario. Si, facciamo fatica a credere in un Dio che non interviene nel venerdì del Figlio e in tutti i “venerdì” in cui registriamo le vittime della storia, soprattutto i “venerdi” all’interno delle guerre: le guerre che siamo arrivati nella nostra onnipotenza a pensare anche come guerre “giuste”! Ecco perché i cristiani dovrebbero essere debitori nei confronti di tutti gli uomini esclusivamente di quell’amore attraverso il quale Gesù ha spiegato il tipo di amore da vivere in mezzo agli altri uomini e dell’intervento decisivo nella domenica di Pasqua che spiana la strada alla vittoria dell’amore sulla morte e alla vita oltre questa vita terrena: sì, la resurrezione è la risposta definitiva, certa, in primo luogo, per le vittime della storia, delle guerre, delle catastrofi naturali, per quelli che vivono l’amore fino a dare la vita!

Gli uomini che si combattono e muoiono oggi nella guerra che coinvolge l’intero ordine mondiale, perché di tenuta dell’intero ordine mondiale, appartengono alla stessa storia e in buona misura sono credenti, o anche non credenti, che hanno fiducia e sanno vivere la fraternita! Nonostante ciò, facciamo fatica a credere a quello che si è registrato in questi ultimi giorni: associare Dio a uno schieramento in guerra! Il Dio “è con noi” è purtroppo risuonato ancora una volta da un esercito contro l’altro e le stesse chiese, da una parte e dall’altra, hanno benedetto le armi e i soldati e maledetto gli avversari! Un odio che è diventato odio tra la gente, i due popoli in conflitto, un odio che sta prevalendo sul linguaggio ed il senso della preghiera: che è pregare per la pace e per imparare ad amare!

Il Dio della Pasqua non è il Dio onnipotente che interviene il venerdì imponendosi nella storia degli uomini, né tanto meno il Dio che si schiera all’interno del perimetro del “religioso” a favore di una religione, di un popolo, di un esercito! Il Dio dei cristiani è il Dio “onniamante” (secondo la bella espressione di Ricoeur) e gli uomini che mettono fiducia in questo Dio possono solo sperare, nel giorno di Pasqua, che l’immagine dell’U/uomo che sta al servizio degli altri per amore e rinuncia ad ogni potere, ad ogni pretesa ed ingordigia economica, sia un immagine che ancora oggi possa essere eloquente! Il Dio della Pasqua sta dalla parte delle vittime della storia ed interviene la domenica della Resurrezione spiegando definitivamente che oltre questa vita esiste una vita per sempre: una vita non più contradetta dalle fragilità e dalle incoerenze delle religioni, dalle fragilità e dalle incoerenze dei governanti delle società civili, dalle logiche della forza, del potere, della violenza e dell’odio! Ancora oggi la Pasqua ci insegna ad amare e ci indica con “forza” una vita oltre la morte! Buona Pasqua, festa universale per tutti gli uomini.

Giorgio Lauria