In pochissimo tempo l’organizzazione ha spostato il concerto, e la suggestiva scenografia, delle Capinere Ensemble nella Chiesa che ha accolto un folto e caloroso pubblico
di Cristiana Vallarino
La pioggia battente e il vento che hanno colpito anche la collina come il litorale, nel tardo pomeriggio di ieri, hanno impedito che lo spettacolo inaugurale del TolfArte 2023 si svolgesse, come da programma, nell’anfiteatro della villa comunale.
Per gli organzzatori e le artiste sono state ore frenetiche, ma con la collaborazione di tutti e soprattutto la disponibilità del parroco, lo spettacolo “E lucevan le stelle!” del Trio Le Capinere Ensemble è stato ospitato nella chiesa della Sughera.
Un rapido passaparola sui social e via whatsapp, un leggero posticipo e la chiesa si è davvero riempita di un pubblico che ha applaudito entusiasta la performance delle cinque artiste nonchè la suggestiva scenografia: 400 candele (ovviamente non “vere”) che hanno circondato le postazioni di Sara Cresta, alla voce, Maria Letizia Beneduce e Margherita Dispensa (violini), Eva Petrignani (violoncello), Fabiola Battaglini (fisarmonica).

La Beneduce – nota al grande pubblico in quanto da tempo primo violino dell’orchestra che accompagna il Festival di Sanremo – ha introdotto lo spettacolo, spiegando che si sarebbe trattato di un carrellata di brani a partire dalla lirica, pssando per la romanza, l’operetta, il musical teatrale per chiudere con le colonne sonore di film. “Vogliamo fare in modo che ognuno di voi trovi l”Incanto” (tema di TolfArte numero 19, ndr) e la propria stella” ha detto la violinista all’inizio.
Ogni “numero” ha conquistato il pubblico sistemato nelle panche e pure tutto intorno nelle navate laterali: la voce della Cresta, soprano ma anche interprete di brani da tenore, ha eseguito arie famose così come canzoni firmate Trovajoli, una su tutte “Roma nun fa la stupida stasera”. Non è mancato l’omaggio a Nino Rota, che firmava le musiche per Fellini, e a Nicola Piovani, autore della colonna sonora de “La vita è bella” di Benigni”. Imprescindibile il ricordo del grande Ennio Morricone, con cui la Beneduce ha lavorato per 15 anni: diversi i “pezzi” tratti da classici come “C’era una volta in America” e “C’era una volta il West”, con i virtuosisi vocali della cantante..
Richiamate per il doveroso bis, le cinque artiste si sono cimentate in una “hit” della musica leggera “Figli delle stelle” di Alan Sorrenti, coinvolgendo tutto il pubblico in un grande coro. E per finire davvero in bellezza, l’esplosione di allegria che offre il “can can”.
La Beneduce ha naturalmente ringraziato il Comune e l’organizzazione di TolfArte per la prontezza con cui è stato risolto l’handicap pioggia, nonché la calorosa accoglienza del pubblico. “Certo al giardino sarebbe stato comunque suggestivo – ha detto alla fine – ma in chiesa, senza i microfoni, il suono e la voce hanno avuto sicuramente una ottima resa”.
Per la parte tecnica, il gruppo si avvale di Luca Mecarelli (audio e luci) e del fotografo Mario Massarotti, presente ieri sera, mentre Graphis studio cura le scenografie digitali.
Il prossimo impegno per le Capinere Ensemble – che si chiama così in quanto al Trio si sono aggiunte le giovanissime e bravissime “figlie d’arte” Eva (della Beneduce) e Margherita (della Battaglini) – sarà a Civitavecchia, giovedì, al parco Yuri Spigarelli.
