Mario Vela il fantino rossoverde che trionfa, spezzando l’egemonia della Polveriera che durava da 4 edizioni
La Nona spezza il predominio della Polveriera e si aggiudica il 56esimo Palio di Allumiere. Il fantino Mario Vela in sella a Poker ha trionfato nel delirio dei contradaioli rossoverdi.

Dopo due anni senza la carriera di piazza della Repubblica, riecco la corsa degli asini a pelo che ha visto trionfare la contrada rossoverde, nella prima edizione della carriera senza il compianto Riccardo Rinaldi che si è inventato questa tradizione e il cui volto è stato impresso nel Cencio dipinto da Simona Sestili, dopo la sua scomparsa dell’aprile scorso.
Per il Palio – come sempre organizzato dal Comune di Allumiere e dall’Associazione delle Contrade Agostino Chigi, con la collaborazione e il sostegno di Regione Lazio, Pro Loco, Associazione Eureka – piazza della Repubblica si è riempita lentamente ma poi è stata un’onda di emozioni, canti e invocazioni. Passando alla competizione, con i giri di piazza per ogni batteria, Renzo Corvi ha vestito i panni del mossiere (ossia colui che apre le gabbie contemporaneamente).
Già nella Provaccia del sabato c’era stato un primo assaggio di quanto sarebbe accaduto il giorno successivo, con la Polveriera che si è aggiudicata il MiniPalio mantenendo la tradizione degli ultimi quattro anni. Ma poi in piazza è andata diversamente.

Nella prima batteria le forze in piazza in realtà non si sono viste poiché a vincere, aggiudicandosi i primi 12 punti, è stata La Bianca con Simone Spagnoli che ha cavalcato Bruno II. Secondo Sant’Antonio con l’asino Caronte montato da Raffaele Giuntini poi la Nona con Fate Largo. Quindi il Ghetto con Balboa, Burò con Branca, e la Polveriera con Tredici. Nella seconda ecco che la Nona dà segni importanti di vitalità arrivando seconda dietro il Burò con la Polveriera di rincalzo, quindi Ghetto, Sant’Antonio e Bianca. Infine l’ultima carriera è risultata decisiva perché in piazza raramente è capitato che i punteggi fossero così ravvicinati. Quindi in testa si è trovata la Nona e al secondo posto a pari merito La Bianca, Sant’Antonio e il Burò, così come a pari punti si sono trovati Ghetto e Polveriera. Una corsa pazzesca in terza batteria perché almeno quattro contrade erano nelle condizioni di vincere. Alla fine, pur arrivando terzo dietro Polveriera e La Bianca, Mario Vela sull’asino Poker è riuscito a chiudere con un totale irraggiungibile di punti mandando in delirio la contrada rossoverde.
Prima della corsa degli asini, la rivisitazione attraverso il corteo storico snodato dalle vie principali del comune collinare fino in piazza. E ieri, come da tradizione, avendo vinto l’ultima edizione del 2019 l’apertura è spettata alla Polveriera, in segno di collegamento fra l’ultima edizione e questa. A seguire è toccato al Ghetto, quindi Sant’Antonio, La Bianca, Burò e a chiudere la Nona. Il passaggio in piazza con i figuranti in costumi d’epoca a ripercorrere la storia di Allumiere. A entrare in questa rievocazione Agostino Chigi, mecenate senese cinquecentesco e quasi fondatore del paese collinare, ma anche Cesare e Lucrezia Borgia, i papi, i nobili romani come gli Orsini, i Farnese e i Della Rovere che in zona possedevano terre e miniere ostentando il loro potere religioso, come Stato Pontificio, oltre che politico. E poi i mestieri, rappresentati con gli indumenti e gli strumenti di lavoro dei secoli scorsi come falegnami, fabbri, panettieri. Ma anche i criminali, che trovarono ad Allumiere una zona franca dove scontare le loro malefatte e la guerra, rappresentata dai tamburini e dagli sbandieratori: componenti essenziali sui campi di battaglia. Infine l’allume, la cui scoperta delle cave di zona, ha dato il nome al paese. Ogni elemento caratteristico è rimasto impresso nel nome e nei simboli delle sei contrade: il mulino a vento della Polveriera, l’arco del Burò (dal francese bureau, ovvero ufficio), la fontanina del Ghetto, l’agrifoglio de La Bianca, l’edicola con il santo di Sant’Antonio e l’industria impressa nello stemma della Nona. Per ultimo l’ingresso del Cencio sul carroccio trainato dai buoi.
Quindi le premiazioni: la miglior sfilata del corteo storico è stata giudicata quella del Ghetto, con la coppa offerta dal ristorante La Fontanaccia. Invece La Bianca con 192 punti, si è aggiudicata la gara degli sbandieratori con la coppa donata dal Bar Centrale.

Tre anni fa, il premio per i costumi del corteo lo vinse il Ghetto mentre la gara degli sbandieratori se l’aggiudicò il Burò.
Prima dell’inizio del Palio, malore per due signore soccorse da medici e paramedici presenti sul posto.
