La casa di riposo Marchesa Ferrari: "Nessun anziano positivo" ma non può accogliere nuovi ospiti • Terzo Binario News

La casa di riposo Marchesa Ferrari: “Nessun anziano positivo” ma non può accogliere nuovi ospiti

Nov 15, 2020 | Politica, Sanità, Tarquinia

Scontro fra la direzione dell’istituto e il sindaco di Tarquinia Giulivi mentre dalla Asl di Viterbo “arrivano informazioni contraddittorie”

Ci sono 53 ospiti nella casa di riposo Marchesa Ferrari di Tarquinia che al momento risultano tutti negativi al Covid ma non possono arrivarne di nuovi per un’ordinanza del sindaco Alessandro Giulivi.

Complicato quanto sta avvenendo intorno alla sede di via san Giacomo per via della confusione sui tamponi e i relativi risultati. Dubbi sui tamponi effettuati dall’Asl e i relativi referti, che talvolta non corrispondono.

“L’azienda sanitaria di Viterbo – spiega il presidente della struttura don Diego Pierucci – è venuta a effettuare le verifiche a seguito di una ospite risultata positiva al Covid.

Come da protocollo è stata messa in quarantena e dopo il molecolare è risultato negativo. Poi si è passati al setaccio di tutti, personale compreso. Soltanto che la Asl non ma mai comunicato nulla ufficialmente, abbiamo saputo della positività informalmente.
Fatti fare dei tamponi da un laboratorio privato, si è attesa la comunicazione Asl, mai arrivata. Dopo cinque giorni ha chiamato il sindaco Giulivi, per un’altra ospite – e si parla sempre di novantenni – anche lei finita in isolamento ma anche lei negativa a un test successivo”.

Questa la sintesi degli accadimenti, con gli ultimi tamponi prelevati dalla Asl venerdì. Ma il problema si sposta su un altro piano: “Questo non è un lazzaretto – riprende don Diego – e quanto scritto nell’ordinanza del primo cittadino è stato tutto recepito, e da tempo.

Ci era stato chiesto di creare una stanza o un’area Covid, all’interno della struttura, dove gestire e assistere eventuali casi di positività e ce l’abbiamo; i parenti non entrano ed è pesante per gli affetti; nessuno esce senza il benestare del Sisp della Asl; i locali vengono sanificare tutti i giorni; ci sono i percorsi riservati per la gestione dei casi positivi e il monitoraggio della condizione degli ospiti è costante.

Ma non si capisce perché imporre il divieto di accogliere nuovi ospiti, che penalizza tantissimo l’istituto in un momento simile. Nei confronti dell’Azienda sanitaria c’è preoccupazione, non avendo mai ricevuto una sola comunicazione ufficiale e attraverso quelle informali sono emerse delle discrepanze fra i nomi degli ospiti e i dati personali trasmessi. L’unica è giunta poco fa che conferma la negatività agli ultimi 4 tamponi effettuati”.

L’impressione, alla luce di quanto accaduto, è che qui da noi il Covid non ci sia mai stato.” la conclusione di don Diego Pierucci.