Pesce all'ingrosso non conforme, la Guardia Costiera di Fiumicino ne sequestra 5 tonnellate • Terzo Binario News

Pesce all’ingrosso non conforme, la Guardia Costiera di Fiumicino ne sequestra 5 tonnellate

Mag 7, 2026 | Cronaca, Fiumicino, Guardia Costiera

All’esito di una complessa e articolata attività investigativa conseguenza di ispezioni e controlli e di riscontri documentali, nonché delle informazioni raccolte sul territorio, personale militare della Capitaneria di Porto Guardia Costiera di Roma Fiumicino, sotto il coordinamento del Centro Controllo Area Pesca di Civitavecchia, ha proceduto all’ispezione di un esercizio commerciale operante nel settore della vendita all’ingrosso di prodotti ittici operante nella Capitale.

Ivi giunti i militari hanno riscontrato gravi illeciti in materia di tracciabilità di un ingente quantitativo di prodotto che, pronto alla commercializzazione, stava per essere immesso sul mercato senza nessuna documentazione che ne ha attestasse la lecita e regolare provenienza.

La Guardia Costiera pertanto ha posto sotto sequestro amministrativo oltre 5184 kg di prodotto ittico, irrogando sanzioni pecuniarie per un importo complessivo di oltre 11.000 euro.

Una parte delle oltre cinque tonnellate di pesce inoltre stava per essere commercializzata senza tener conto della data di effettiva scadenza già abbondantemente superata, circostanza questa foriera di potenziali rischi per la salute dei consumatori.

Ulteriori e non meno rilevanti sanzioni sono state irrogate a un sushi bar della provincia, peraltro appartenente a una nota catena di rilevanza nazionale, che ha omesso di inserire nei propri menù indicazioni inerenti una particolare tipologia di prodotto ittico: il Tobiko.

Queste uova di pesce (pesce volante) vivacemente colorate sono comunemente utilizzate per decorare e guarnire il sushi: le stesse vengono trattate dai produttori con un colorante alimentare (E129) (il cui utilizzo in alcuni Paesi è vietato) che, se assunto in grandi quantità, può influenzare l’attività e l’attenzione dei bambini.

La normativa comunitaria, pur non vietandone o limitandone l’uso, prescrive che il consumatore finale sia, mediante esplicita menzione nel menù o nel libro degli ingredienti, correttamente informato sui citati e potenziali effetti di detto colorante, prevedendo per tale omissione sanzioni fino a 10000 euro come quella contestata al ristorante oggetto di controllo.