Coronavirus, è morto l'infermiere 'Lucianone': lutto al San Filippo Neri • Terzo Binario News

Coronavirus, è morto l’infermiere ‘Lucianone’: lutto al San Filippo Neri

Nov 15, 2020 | Roma, Sanità

Luciano Quaglieri aveva contratto il Covid, lanciata una petizione on line per dedicare un’ala dell’ospedale all’operatore sanitario

“È con profondo cordoglio che partecipiamo la scomparsa di Luciano Quaglieri, infermiere del pronto soccorso del San Filippo Neri. Il nostro saluto d’addio è per un professionista riconosciuto da tutti per l’impegno e la dedizione al suo lavoro”. Questo il messaggio della Asl Roma 1, che ha aggiunto: “Esprimiamo sincera partecipazione e vicinanza con affetto alla famiglia, certi di interpretare il sentire di tutta la comunità aziendale”.

Shahram Sherkat, neurochirurgo dell’ospedale di via Giovanni Martinotti, ha detto: “Luciano Quaglieri, il Nostro Lucianone non ce l’ha fatta.Un Gigante di più di due metri, uno degli Angeli del San Filippo, intento a curare i pazienti e a proteggere con la sua imponenza i colleghi dai medesimi, è morto dopo aver contratto il Covid. Un dolore scellerato ci ha investito tutti. Non ho più parole. Piango un Amico che non avró mai conosciuto abbastanza. Spero nella gratitudine delle migliaia di pazienti che questo Uomo ha assistito”.

Lo stesso professore Shahram Sherkat ha lanciato una petizione on line, per dedicare un’ala del San Filippo Neri a Luciano Quaglieri: “Migliaia di lavoratori della Sanità Pubblica si prodigano, spesso volontariamente, a curare i pazienti colpiti dal Coronavirus.  Spesso operano in condizioni estreme. Troppo di frequente arrivano a sacrificare la propria vita. Non c’è indennità né premio sufficienti a rendere onore a questi eroi. Luciano Quaglieri, infermiere del Pronto Soccorso dell’Ospedale San Filippo Neri di Roma, è morto a quarantasette anni, dopo decine di giorni di atroce agonia, stroncato dal Covid. Lascia le sue figlie e una moglie, infermiera, anch’essa impegnata nella cura dei pazienti affetti dal virus. Era un eroe come e più di tanti altri suoi colleghi”.

“L’unico modo per legare per sempre il suo nome all’Ospedale per il quale ha lavorato, è quello di intitolargli ufficialmente un’ala del complesso ospedaliero. Luciano Quaglieri rimarrà nel cuore di tutti i suoi colleghi. Ma è necessario che il suo sacrificio sia reso noto a tutte le persone che entrano al San Filippo Neri. Non dimenticare chi, quotidianamente si sacrifica in silenzio per noi, vuol dire rompere quel silenzio e dimostrare la propria riconoscenza trasformando il luogo del sacrificio in un monumento”.