Parliamo di disastro ambientale ed ecologico e non più di incidente, riferendoci a quanto accaduto nei giorni scorsi sul Rio Palidoro nel territorio di Fiumicino. Un furto di kerosene da un’oleodotto, una pratica ben nota nella zona in quanto non si tratterebbe semplicemente del primo episodio a distanza di pochi giorni. Da tempo qualcuno segnalava nella zona schiuma nei torrenti ed odore di carburante.
L’INCIDENTE – Il fatto più grave è avvenuto nella notte tra mercoledì e giovedì scorso, in piena allerta meteo in codice rosso. E proprio gli operatori della protezione civile, sul territorio fin dall’alba, hanno fatto scattare l’allarme. Kerosene che è finito in mare ma che si è diffuso nella catena di canali per l’irrigazione della zona.
I DANNI ALLA FAUNA – Le prime gravissime conseguenze compaiono sulla fauna della zona, in piena riserva naturale. Pesci morti ed ora anche tanti volatili, cormorani e testuggini. Sul campo ci sono i volontari WWF e LIPU. Riccardo Di Giuseppe, responsabile dell’oasi di Macchiagrande è categorico: “È un disastro ecologico ambientale enorme: la preoccupazione è che sia solo l’inizio poiché ormai è evidente sia stata intaccata la catena alimentare. La situazione più difficile l’abbiamo riscontrata nel Canale Tre Cannelle, che confluisce nell’Arrone. Siamo riusciti a soccorrere una decina di uccelli acquatici”.
IL GRIDO D’ALLARME DEL COMUNE – Il Sindaco di Fiumicino Esterino Montino fin dalle prime ore della mattina di giovedì sta seguendo l’evolversi sella situazione. Sabato l’ordine di non utilizzare l’acqua dei canali per l’irrigazione, ieri l’appello ad intervenire rivolto ad Arpa, Procura e all’ENI, società proprietaria della condotta.
DITO PUNTATO SULL’ENI – E proprio intorno all’ENI scoppia la polemica. La società petrolifera giovedì aveva confermato che si è trattato di un incidente dovuto ad un furto. Al momento però le misure prese dalla società sono del tutto insufficienti. Non bastano infatti le panne oleoassorbenti a bloccare l’ingente quantitativo di sostanze inquinanti. Il kerosene ormai permea sui terreni e nei canali della zona. Anche il Sindaco Montino non ha nascosto la perplessità per la scarsa mobilitazione dell’ENI.
“Mi viene da dire che mi attendevo, nonostante lo sforzo ed il lavoro dei tecnici sul campo, una maggiore reazione da parte dell’Eni, è mancato un piano di sicurezza e di rilevamento ambientale in situazioni di emergenza come questo” ha fatto sapere Montino tramite il suo ufficio stampa. Per intervenire infatti non bastano i volontari o le forze della polizia locale. C’è bisogno di strumenti specialistici per effettuare una vera e propria bonifica, mentre per il momento si sta solamente operando per limitare lo sversamento in mare con panne assorbenti.
LA NOTIZIA SUI TG – La notizia sta facendo il giro dei media. La stampa nazionale sta rilanciando continui aggiornamenti sulla situazione. Nella serata anche il TG1 ha dato ampio spazio alla vicenda sottolineando la vastità e l’importanza della zona inquinata. Oltre alla presenza di animali protetti nella zona sussistono campi coltivati che sfruttano l’acqua dei canali contaminati. Oltre al danno ambientale nelle prossime ore andrà quantificato anche il danno economico.
ALLARME SICUREZZA SULL’OLEODOTTO – L’impianto dell’ENI che parte da Civitavecchia ed arriva alle porte di Roma si è dimostrato poco sicuro. Oggetto di ladri di carburante che hanno agito indisturbati e ad oggi non è stato ancora resa nota la quantità di carburante che sarebbe stato disperso, informazione che l’ENI potrebbe dedurre dal monitoraggio dei flussi nella condotta. Viene inoltre da chiedersi se in altri tratti della condotta sono oggetto di ladri di carburante.





