Italia Viva Ladispoli: "La Regione modera il cemento, Grando lo amplia" - Terzo Binario News

“lo stesso che parla di trasparenza senza praticarla anzi preferisce cacciare dall’Aula consiliare tre rappresentanti di forze politiche, che hanno deciso di seguire i lavori della commissione Urbanistica”

“La famosa Variante al Piano regolatore di Ladispoli è come una bella laurea ben incorniciata e appesa al muro.

E sta lì a testimonianza di gestioni comunali, succedutesi nel tempo fino all’ attuale, che hanno provato, a fronte di esigenze amministrative inderogabili, a svolgere il proprio ruolo amministrativo.

Sta lì appesa esattamente dal 2010, ma ogni tanto viene ripresa in mano, così, giusto per darle una spolverata.

Così nel 2019, per dovere istituzionale, è toccato alla corrente amministrazione, ma…

A questo punto, vorrei informare circa la valenza di una variante a Piano regolatore.
Essa è l’atto istituzionale con il quale sostanzialmente si cristallizza un certo aspetto preciso.

La variante adottata dalla Giunta Grando, partendo dalla stigmatizzazione rispetto alle precedenti amministrazioni di sinistra, volutamente o non, inadempienti rispetto alle aspettative dichiarate, si adegua alle norme del Piano Paesistico Regionale (PTPR) e coglie l’occasione per apportare al Piano regolatore ulteriori migliorie, prevedendo la lodevole iniziativa di “contenere decisamente il consumo di suolo e di diminuire il numero di abitanti insediabili, in linea con il programma amministrativo col quale ci siamo presentati al cospetto della città alle ultime elezioni regionali”.

E continua evidenziando che a seguito di tale decisione “sono aumentate le aree a servizi e drasticamente diminuite le aree residenziali e commerciali”.
Inoltre, nella relazione di presentazione di tale Variante, oltre i precedenti virgolettati, si cita espressamente la pag. 36 della stessa nella quale si evidenzia che “si determina una sostanziale riduzione di cubature” .

Le parti virgolettate evidenziano quanta difformità finora ci sia stata fra quanto messo nero su bianco e quanto invece sia stato stravolto lo sky line di Ladispoli. Ora, non so se abbia più valenza un documento o una colata di cemento.

Fatto sta che il cemento delle tante e tante costruzioni è un fatto. Ma che il documento della variante, strumento istituzionale, espresso e votato da rappresentanti del popolo è rimasto ancora una vota disatteso.

La grande domanda a questo punto è: Perché non si definisce l’iter di questa benedetta Variante con l’invio alla Regione Lazio? Perché si preferisce operare nel corso del tempo con provvedimenti spot (Piani integrati)? Perché si preferisce contrattare continuamento con il privato?

Le migliori risposte potrebbero fornircele coloro che hanno e stanno ritardando la definizione di una partita che si preferisce sempre aperta. Guarda caso sono proprio quelli che stanno sempre a parlare di trasparenza, questa sconosciuta, ma che poi non la praticano. Che preferiscono cacciare dall’ Aula consiliare tre cittadini, rappresentanti di forze politiche, che hanno deciso, per dovere morale, di seguire con le armi messe a disposizione dalla democrazia, i lavori della commissione Urbanistica dello scorso 17 giugno, perché sarà proprio quella commissione, indetta in fretta e furia, con una dubbia assenza del presidente della stessa, ad approvare una nuova colata di cemento, un ulteriore eco-mostro della distribuzione che metterà definitivamente in crisi tante e tante oneste attività commerciali.

La cittadinanza di Ladispoli presa dalle tante e tante beghe della Vita, non ultima la preoccupazione degli esiti di questa piaga della pandemia da covid, avrà un’altra bella decisione da prendere e decidere da quale parte stare.
Noi ce la stiamo mettendo tutta per informarvi di cosa succede in città. Che non è solo ruote panoramiche e mercatini, ma il nostro futuro e quello dei nostri figli”.

Italia Viva Ladispoli

Pubblicato venerdì, 18 Giugno 2021 @ 16:41:40     © RIPRODUZIONE RISERVATA