Torna il nostro appuntamento con la rubrica “Intervista in chat”, il nostro modo di raccontare la città i suoi personaggi e non solo. Ospite questa volta l’organizzatore del festival del libro “Un mare di Lettere” che da quasi 10 anni caratterizza l’autunno civitavecchiese. Purtroppo il noto festival, anche se ha sempre ottenuto un buon numero di visitatori e molta partecipazione da parte di autori e scrittori emergenti, dal prossimo anno non sarà più tra le iniziative cittadine. A dircelo e a spiegarne le motivazioni Andrea Giannasi:
Si è conclusa con il Premio Carver la tre giorni del libro a Civitavecchia, un primo bilancio?
Il bilancio è molto positivo sia per la qualità dei libri arrivati in finale sia per la partecipazione all’evento. Considera che sono arrivati autori da Torino, Milano, Napoli, Roma, Firenze, Pisa, Bologna. Insomma da tutta Italia per il Contropremio Carver. Ottima anche la partecipazione al sabato pomeriggio con il libro del Dr. Giardi che ha riempito ogni oltre possibilità la sala Molinari. Divertente e molto sentita poi la sfida tra autori con Incipit. Insomma alla fine Un mare di lettere è stato un ottimo evento letterario. Peccato sia stata l’ultima edizione.
come mai l’ultima edizione?
Dopo 9 anni e tantissimo lavoro eravamo riusciti ad avere l’accredito da parte del Cepell e del Mibac d ella denominazione Civitavecchia Città del libro. Purtroppo a causa di tanti passaggi a vuoto oggi l’abbiamo persa e dunque appare inutile continuare a lavorare qui.
Anche perchè il ministero ha riconosciuto alla mia organizzazione ancora 4 Città del libro (Terracina, Barga, Castelnuovo di Garfagnana e Cropani) e dunque preferiamo continuare a lavorar dove le condizioni ce lo permettono.
mannaggia,
come mai secondo te la denominazione è stata tolta alla nostra città?
Il motivo è semplice. La proposta culturale e programmatica ormai era senza particolare valore nazionale. In altre parole se non si investe in cultura la cultura non investe su di te.
spiegati meglio
Ti faccio un esempio: comune di Barga in provincia di Lucca, oppure comune di Cropani in provincia di Catanzaro o comune di Terracina in provincia di Latina, tutti Città del libro, vogliono fare un festival letterario perchè sentono forte l’esigenza di dare ai propri cittadini elementi di cultura letteraria.
Quindi ci invitano, ci mettiamo intorno ad un tavolo e con loro (con gli amministratori) nascono le idee, le proposte, i temi e poi gli ospiti da chiamare. E’ naturale che un ospite che magari viene da Milano ha dei costi e questi vanno coperti.
mi sembra di capire che questo non si è verificato qui, hai in mente qualche motivo?
Guardate l’ufficio cultura del comune di Civitavecchia con la D.ssa Neri che conosco da anni è una piccola eccellenza e non ci ha mai fatto mancare nulla. La biblioteca è un fiore all’occhiello così come la Cittadella della Musica. Anzi vorrei ringraziare il personale che è stato molto gentile e molto professionale in questi giorni. Poi non sono mancati tanti scrittori e lettori di Civitavecchia. Quindi c’è un humus sul quale poter lavorare. Manca solamente un piccolo passo da parte dell’amministrazione comunale che purtroppo deve digerire la cancellazione della Città del libro. E questa è una sconfitta per tutti.
purtroppo lo è.
Lungi da me l’ipotesi di fare polemiche perchè sulla cultura non ci si deve dividere ma si deve condividere ogni momento perchè la cultura è crescita individuale e collettiva. Quindi la decisione di chiudere il festival letterario Un mare di lettere dopo 9 anni è un passaggio obbligato le cui responsabilità ricadono in prima persona sul sottoscritto.
Non sono riuscito a fare di più; non sono riuscito a spingere di più il tasto della cultura letteraria a Civitavecchia; non sono riuscito a sfondare la porta della partecipazione collettiva ed esco sconfitto.
spezzo una lancia in favore di tutti, la situazione economica della città è stata sfavorevole purtroppo!
Purtroppo questo è il vero dramma della città. Qui siamo tutti sconfitti. E che nessuno tenti di politicizzare la questione della chiusura di Un mare di lettera e la perdita della denominazione Civitavecchia Città del libro perchè qui la politica c’entra ma solamente nella sua parte più intelligente.
non è assolutamente mia intenzione, ero infatti in procinto di cambiare tema parlando dei vincitori del Carver…
Lo so ma il messaggio era rivolto ad altri. Ai sanguigni della politica che però qui devono entrare in punta di piedi. La questione è molto più grave e più seria.
Del Carver cosa dire. Grandissimo evento con autori da tutta Italia e alla fine ha vinto Cinzia Tani (che lavora in RAI), Luca Lombroso (che lavora su Radiodue Rai) e Patrizia Villani dell’Università di Genova. Sono venuti autori da tutta Italia che certificano l’altissima qualità del premio.
non ti sei sentito spalleggiato dalla politica locale in questa iniziativa? o credi che non si sia compreso il valore del tuo lavoro per far entrare la città all’interno di questo circuito?
E’ la politica locale che deve partecipare a eventi come questo. Assessore e sindaco ma anche capi delle opposizioni: non si è visto nessuno. Qui la politica civitavecchiese non c’entra nulla perchè non si è mai vista. In base ai valori dipende dalle scale che ognuno crea. Se un cittadino ha come valore principale il calcio seguirà solo il calcio; se uno ha il mangiare mangerà e basta; se uno ama pescare andrà sempre a pesca. Se uno ama i libri metterà al primo posto la lettura. Le scale di valori sono personali e sempre diverse. Comuqnue confido nel buono dei tanti cittadini che negli anni hanno seguito incontri con personaggi come Pino Scaccia, Beppino Englaro, Stefania Limiti, Alvaro Ranzoni, Furio Colombo, Fabio Stassi, Arnaldo Colasanti, Paolo Nori, Giampaolo Simi, Michele Cucuzza, Cosimo Cinieri, Renato De Carmine. Da quella parte sana della città Civitavecchia deve ripartire anche in ambito letterario. Buona fortuna a tutti. Un saluto
Un saluto Andrea!
grazie mille per aver sopportato la mia insistenza! 😀
Grazie a te. Quando ho fatto cenno alle polemiche ovviamente non erano dirette a te ma a chi potrebbe cercare di strumentalizzare l’INTERVISTA., E visti certi soggetti potrebbe accadere.

