Scavando tra i fatti che riguardano l’inchiesta “Mafia Litorale” a Ladispoli ci sono una serie di elementi che fanno discutere e che si incastonano in maniera inquietante sia per tempismo sia per i nomi dei protagonisti. L’ufficio anagrafe del comune è stato incendiato da una persona vicina ad almeno uno degli indagati dell’inchiesta su affidamenti a Casa Comune 2000?
L’AFFIDAMENTO DEL SERVIZIO URP
Per capire meglio la cronistoria dei fatti dell’ottobre 2015 bisogna partire più indietro, dall’affidamento dell’appalto per la gestione dell’URP del comune di Ladispoli. E’ il luglio 2013: viene aggiudicata una gara d’appalto per la gestione del servizio e a vincerla è Casa Comune 2000. Il servizio messo a gara riguarda un periodo che va dal 01/07/2013 al 30/06/2014. Dodici mesi di servizio per un importo di 132.000 euro iva compresa.
Nel giugno 2014, a 20 giorni circa dalla scadenza del contratto, la dirigente Anna Moroni, anch’essa tra le persone coinvolte nell’inchiesta, con una determina dirigenziale accoglie un’offerta presentata da Casa Comune 2000, che per lo stesso importo con l’aggiunta di un ulteriore servizio, si candida per gestire l’URP per altri 12 mesi. L’importo pattuito è 132.000.
Un atto che riporta non poche ambiguità. La prima riguarda la tempistica. La Casa Comune 2000 avrebbe presentato al protocollo del Comune l’offerta con n. prot. 14719 del 05/06/2014. La dirigente emette la determina di affidamento per i 12 mesi esattamente lo stesso giorno, senza colpo ferire. Non passa nemmeno un giorno per prendere una decisione che impegnava il comune ad assegnare senza gara d’appalto un servizio per 132.000 euro, ben oltre la soglia dei 40.000 consentiti per affidamenti diretti. Una decisione autonoma o che aveva già il placet dell’amministrazione? Ma c’è un altro elemento che non torna in questo atto. Seppure la data della determina è del 05/06/2014 dall’albo pretorio risulta che l’atto è stato pubblicato il 09/09/2014, ben tre mesi dopo.
Il 31/07/2015 Luigi Annibali, segretario comunale, proroga il servizio per ulteriori 90 giorni fino al 30/09/2015 nelle more di una gara d’appalto che nel frattempo era stata emessa, prorogata e poi ritirata. In sostanza Casa Comune 2000 si aggiudica una gara per un servizio di 12 mesi ed ottiene una proroga per 15 mesi, superiore addirittura al periodo dell’appalto.
EMERGE L’INCHIESTA
Il giorno in cui scoppia il caso è l’8 ottobre 2015. Un quotidiano on line mette in pubblicazione un brogliaccio della Guardia di Finanza nel quale emerge che si indaga su sindaci, amministratori e dirigenti di mezzo litorale. Al centro dell’inchiesta c’è la figura di Luigi Valà, presidente di Casa Comune 2000. Una fuga di notizie che fa discutere e che nel giro di poche ore ormai circolava liberamente sui social network. Un fatto che ha fatto salire l’indignazione di coloro che di lì a poco divennero gli indagati dell’inchiesta. Per il sindaco Paliotta questo fatto ha rappresentato un grosso danno di immagine per le persone coinvolte, ma gli sviluppi dei successivi mesi d’inchiesta dimostrarono che quella trama presente nel brogliaccio era la reale pista investigativa della procura, che si è presa ulteriori 6 mesi per portare avanti l’inchiesta.
Ma in una posizione di neutralità tra gli indagati e gli inquirenti viene da chiedersi: quella fuga di notizie ha danneggiato di più gli indagati o la procura che stava indagando? Di certo chi ha pagato il peso più grande è la procura stessa e la Guardia di Finanza, non solo perché è dovuta correre ai ripari cercando di capire come fosse stata possibile una cosa del genere, ma perché le indagini, allora secretate, ormai erano state portate alla luce e quindi i possibili protagonisti della vicenda avrebbero potuto correre ai ripari.
SEMPRE SUGLI AFFIDAMENTI LADISPOLANI
A Ladispoli intanto proprio nei giorni in cui uscì il brogliaccio si doveva decidere di prorogare di nuovo il servizio URP, in quanto la gara non era stata ancora aggiudicata. A decidere questa volta sulla proroga non sono i dirigenti, ma la giunta comunale che si riunisce il 23 ottobre 2015. La giunta prende atto che si sono fatte tante proroghe alla Casa Comune 2000, nel frattempo al centro dell’inchiesta della procura, e quindi si procede all’affidamento a Cassiavass. La delibera di giunta viene pubblicata il 27/10/2015.
INCENDIO DOLOSO ALL’UFFICIO ANAGRAFE DEL COMUNE DI LADISPOLI
La sera del 26 ottobre 2015, una persona dà alle fiamme con una tanica di benzina, lasciata all’interno dell’ufficio in bella mostra, l’ufficio protocollo del comune. Un fatto che getta nello sconforto amministratori e cittadini della città. La stessa sera tra gli amministratori che assistevano alle operazioni di spegnimento, circolavano possibili ipotesi e nomi, tra questi il nome della persona che di lì a qualche giorno sarebbe stata fermata dai Carabinieri ed ora è il principale indiziato del fatto, ripreso dalle telecamere di sorveglianza del comune.
L’amministrazione comunale prima ed il Pd poi, il giorno seguente l’incendio si affrettarono a dichiarare che gli amministratori locali non erano stati oggetto di pressioni. Il Pd parlò addirittura di “notte brava”, anche se la presenza della tanica lasciata dall’attentatore incendiario lasciava presagire ad un chiaro segno di intimidazione. La nostra redazione con un editoriale notò proprio questo affrettarsi dell’amministrazione ad allontanare il campo dalla possibile pista intimidatoria. Nessun partito politico infatti aveva ancora fatto pressione affinché si facesse chiarezza sull’accaduto.
Ma le indagini dei giorni successivi dei Carabinieri fanno emergere un fatto di non poco conto. L’indiziato per l’incendio al protocollo del comune sarebbe il compagno di una delle dipendenti di Casa Comune 2000 che lavorava all’URP e che è anch’essa coinvolta nell’indagine della procura di Civitavecchia. Il suo nome compare tra le carte delle indagini in quanto nelle intercettazioni il numero utilizzato dalla compagna nelle conversazioni sarebbe intestato proprio a lui.
Una coincidenza temporale e di protagonisti che apre un inquietante scenario sul quale non si sa se al momento la procura ha svolto indagini: vi è un collegamento tra l’inchiesta “Mafia Litorale” e l’episodio incendiario al comune di Ladispoli, o si è trattato solamente di un gesto sconsiderato, un atto vandalico fine a se stesso messo in atto casualmente da una persona vicina alle indagini sul caso degli affidamenti alle cooperative?
Di questo ed altro si parlerà oggi pomeriggio alle 16:30 su Mecenate TV al programma Dentro La Notizia condotto da Stefano Pettinari.
