Sentiamo di poter abbracciare il programma della Società Storica Civitavecchiese. Possiamo farlo senza timore che sembri la tipica mossa da campagna elettorale di qualcuno che, anche oggi, sta promettendo l’impossibile per raschiare il fondo del barile. Vogliamo condividere tutti i singoli punti del manifesto dell’ Osteria della Memoria, perché sono già nel nostro programma e rientrano già nella visione d’insieme che abbiamo della città, già da molti anni. Sono state le amministrazioni di centrosinistra, infatti, a cominciare il restauro di tutti i beni archeologici civitavecchiesi, dell’ex infermeria presidiaria e a portare le opere del Calamatta in loco.
La valorizzazione della città sotterranea ed il percorso per restituire il Forte Michelangelo alla città, senza la presenza militare, rientrano in una pianificazione dello sviluppo della città che va ben oltre l’appuntamento elettorale. Una cultura ben radicata come la nostra, se trattata con cura e nutrita adeguatamente, frutta non solo un grande patrimonio storico, ma un grande guadagno in termini economici e di posti di lavoro nel terzo settore. Siamo partiti da questa convinzione quando abbiamo vuoluto liberare i locali abbandonati e sprecati dell’ ex Casa delle Arti, per donarli all’ Osteria Della Memoria: con la cultura si mangia.
Una convinzione che non hanno le destre. Ai Grillini invece manca la capacità di poter attrarre anche investimenti privati esteri e di creare una filiera della cultura che, proprio nel Forte, abbracci tutti i paesi del Mediterraneo. Per non cadere nella banalità di chi, ovviamente, dimostra attenzione a questi temi, ma poi non è in grado di trovare i fondi o non conosce a fondo le questioni, chiediamo un incontro con tutta la Società Storica ed ufficialmente chiediamo di integrare il loro programma con il nostro. Se servirà un gruppo di lavoro, lo coordineremo insieme.
