Il consigliere Fioravanti non si presenta all'udienza del processo per truffa • Terzo Binario News

Il consigliere Fioravanti non si presenta all’udienza del processo per truffa

Apr 18, 2019 | Cronaca, Ladispoli, Politica

Il consigliere Marco Antonio Fioravanti non si è presentato all’udienza del processo che lo vede imputato in una eventuale truffa ai danni di due cittadini di Ladispoli.

Il 4 marzo scorso presso il tribunale di Civitavecchia era prevista l’udienza alla quale il consigliere comunale era stato chiamato a comparire. Nella sorpresa più generale, l’imputato non si è presentato facendo saltare l’udienza aggiornata nei prossimi mesi.

Un comportamento singolare, considerando anche che il processo, non il primo per truffa a suo carico, è ormai sulle cronache giornalistiche e politiche da diverse settimane. Con la comparsa di questo secondo procedimento, le opposizioni avevano chiesto a gran voce al sindaco Grando di revocare le deleghe a suo carico. Il sindaco Grando si assunse la responsabilità di tollerare questa vicenda reputandola soltanto una questione tra privati. Fatto sta che nel frattempo il comune di Ladispoli si è visto costretto ad emanare lo stop ai lavori ad un cantiere dove il professionista/consigliere Fioravanti era progettista e direttore.

L’atteggiamento del consigliere più che indirizzato a far chiarezza, sembra spingere verso un allungamento dei tempi, come conferma indirettamente il suo legale, avvocato Pietro Messina: “Si tratta di semplice strategia difensiva. L’assenza del mio cliente è dettata dal fatto che per ora la sua presenza risulta indifferente ai fini del processo che sì, è stato rinviato per la contumacia. Posso dire che leggendo le carte della Guardia di Finanza non scorgo particolari accuse. Adesso sfileranno i testi della parte lesa, dunque prevedo un allungamento dei tempi notevole”. Infatti il processo è stato rinviato al 2020. “Si è anche cercato di pervenire ad un accordo bonario ma non ci sono state le condizioni” conclude Messina.

LA VICENDA

Stando a quanto ricostruito dal tribunale, infatti, Marco Antonio Fioravanti e Giuseppa Maria De Caro sono imputati perché, dopo la stipula di un contratto di permuta nel 2013 tra Fioravanti e altre due persone, tra cui un noto professionista e un’amministratrice di una società, per la cessione di un terreno edificabile in via Roma a fronte di due appartamenti che Fioravanti avrebbe costruito sul terreno, con artifici e raggiri consistiti nel convincerli a sottoscrivere nel 2015 un atto pubblico di compravendita con il quale la società CCF Immobiliare, amministrata dalla De Caro, ha acquistato la proprietà del terreno, dietro il corrispettivo irrisorio del prezzo di 56.800,00 euro.

Un terreno che, secondo la ricostruzione del tribunale, Fioravanti e De Caro hanno messo in vendita nel 2015 e ceduto alla società CedeP, al prezzo di 360mila euro dei quali il legale rappresentante della società ha versato solo 20mila euro a titolo di caparra e il resto in sede di contratto definitivo, senza onorare l’obbligazione nei confronti delle persone offese, come da contratto di permuta del 2013 e contratto preliminare di vendita del 2014. Con l’aggravante di aver cagionato un danno patrimoniale di rilevante gravità.

Per tutto questo gli imputati sono stati chiamati a comparire per rispondere ai reati agli art. 110 e 640 e 61 del codice penale.