Il 14 giugno sciopero nazionale di 24 ore per la sicurezza nei porti italiani - Terzo Binario News

Non abbiamo fatto in tempo a piangere l’ultimo lavoratore portuale deceduto a Taranto che nella giornata di mercoledì 26 maggio un altro lavoratore è rimasto ucciso, Matteo Leoni di 34 anni, investito da un carrello nel porto di Salerno.
Le condizioni di lavoro nei porti, come nei settori connessi del trasporto e della logistica continuano a peggiorare. Le merci devono viaggiare veloci, la competizione tra porti e tra imprese per la ricerca del maggior profitto si impongono sui diritti del lavoro, con una spinta continua a lavorare più in fretta e senza badare troppo alle norme sulla sicurezza.
Poi c’è la precarietà diffusa che aumenta le condizioni di ricatto, in un contesto dove spesso non manca solo un salario dignitoso ma anche la certezza di poter tornare a casa la sera. 
Eppure gli oltre 1.000 morti e i 650.000 infortuni sul lavoro che si registrano ogni anno in Italia dovrebbero imporre una reazione, scelte concrete e incisive, ma si fa ben poco,
Proprio per il settore portuale e navale, ad esempio, è da oltre 20 anni che si parla di aggiornare e armonizzare le norme di settore con il TU Sicurezza D.lgs. 81/2008, inutilmente.
A livello più generale si fa poi tanta retorica ma la realtà ci parla di un calo delle attività ispettive (si controlla solo il 5% delle aziende), del fallimento annunciato dell’agenzia unica “Ispettorato Nazionale del Lavoro” e, ancora, di una pluralità di enti (Inail, Inps, Ministero del Lavoro, Asl) che continuano ad andare per conto proprio.
C’è poi il problema delle sanzioni. Quotidianamente le cronache raccontano di incidenti in cui alla fine chi è in alto e ha maggiori responsabilità la fa sempre franca. L’impunità dilaga, tanto più in un paese dove è così diffuso il lavoro nero. Per questo USB sostiene da anni la battaglia per introdurre nel nostro ordinamento il reato di omicidio sul lavoro: una norma volta a punire chi provoca la morte di lavoratori per colpa cosciente, disinteresse e noncuranza delle normative, che possa fare da deterrente per gli abusi più gravi come è già successo con il reato di omicidio stradale.
E’ per reagire a questa situazione che USB ha indetto per lunedì prossimo uno sciopero nazionale dei lavoratori dei porti, contesti lavorativi tra i più complessi, dove insistono molteplici rischi e operano tante aziende diverse. E, inoltre, dove transitano non solo merci ma anche milioni di cittadini: un aspetto, questo, che in previsione dell’attesa ripresa delle crociere ci spinge a sollecitare ancora una volta l’istituzione nel porto di Civitavecchia di un presidio medico con ambulanza, indispensabile per intervenire prontamente in soccorso di lavoratori e passeggeri. Un’altra annosa richiesta purtroppo rimasta disattesa.
A sostegno dello sciopero, dalle 9 alle 13 dello stesso giorno sarà effettuato un presidio di fronte all’Autorità portuale: invitiamo i lavoratori e i cittadini a partecipare.

 USB Lavoro privato

Pubblicato lunedì, 14 Giugno 2021 @ 08:35:00     © RIPRODUZIONE RISERVATA