“Siamo estremamente preoccupati per quanto sta avvenendo all’aeroporto di Fiumicino in merito alla vicenda Groundcare, che rischia un nuovo impasse sia burocratico sia in merito agli accordi sottoscritti per la salvaguardia dei posti di lavoro e del salario”. E’ quanto dichiarano Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uil trasporti e Ugl trasporti in merito alla vertenza Groundcare S.p.A, la società nata a seguito della liberalizzazione dei servizi aeroportuali con l’esternalizzazione da parte di Aeroporti di Roma nel 2006.
“L’aeroporto di Fiumicino – spiegano i sindacalisti – in poco tempo è diventato terra di conquista di operatori privati: ben sette, più che in ogni altro scalo europeo. Una concorrenza spietata che ha portato la maggior parte di questi ad aggiudicarsi gare al massimo ribasso, senza garanzie per la qualità del servizio e i livelli occupazionali. Un accordo tra i sindacati e la Regione Lazio ha permesso lo scorso novembre il ricorso ai “Fondi per le politiche attive”, a sostegno di quei lavoratori non riassorbiti nella società che acquisirà le attività della Groundcare S.p.A. In quella stessa occasione è stato creato un “bacino” di lavoratori a cui attingere per le future assunzioni. A metà dicembre i sindacati hanno trovato un accordo con varie società che si sono rese disponibili a rilevare le attività della Groundcare S.p.A e a riassorbire 629 lavoratori su 850. Questa la soluzione migliore per garantire i livelli occupazionali e salariali. L’accordo è stato poi sottoposto al referendum dei lavoratori con grande vittoria dei si (circa l’80%)”.
“Quello che sta accadendo oggi rischia di compromettere tutto il percorso finora compiuto”, proseguono. “Molti altri operatori di Fiumicino – aggiungono i sindacalisti – sono intervenuti per sottrarre alla Groundcare fallita numerosi contratti commerciali senza mai dichiararsi disponibili ad assumere i lavoratori. Tra questi anche Alitalia che, nonostante i 2000 licenziamenti, in questi mesi ha acquisito diverse attività della Groundcare, senza assume nessuno, contrariamente a quanto previsto dalla “clausola sociale” del Contratto Nazionale di riferimento. La trattativa è stata resa ancor più complessa dalle indicazioni spesso poco comprensibili del Curatore fallimentare. Tanto che nei giorni scorsi l’ulteriore STOP è arrivato dal ricorso presentato da una delle società che aveva partecipato alla gara al Tribunale di Civitavecchia che, pur avendo respinto il ricorso, ha però disposto per la ripresentazione delle proposte di acquisto da parte di tutte le società, facendo così slittare di nuovo il termine per la conclusione dell’intera vicenda. Se a seguito di questa procedura il Tribunale dovesse individuare una società diversa che ne sarebbe dell’obiettivo raggiunto, che ne sarebbe degli accordi sottoscritti e della salvaguardia dei posti di lavoro e del salario che si è tentato in tutti i modi di garantire?”.
Fonte: agenpearl
