Giannini: "C'è la campagna elettorale. Buonascuola? Una battaglia politica” • Terzo Binario News

Giannini: “C’è la campagna elettorale. Buonascuola? Una battaglia politica”

Mag 5, 2015 | Politica, Roma

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Rispettiamo lo sciopero, ma le ragioni ci lasciano perplessi”. Così il Ministro dell’Istruzione dell’Università e della Ricerca, Stefania Giannini, replica alle critiche rivolte da molti sulla riforma della «buonascuola» e continua:
“Potevo ancora capire quando i fondi non c’erano. Lo scetticismo ci poteva stare. Ma adesso che sono stati assegnati 3 miliardi e non tutti per le assunzioni e 4 miliardi per l’edilizia scolastica, non capisco”.
Secondo il Ministro è uno sciopero dettato da motivazioni più propagandistiche che tecniche, sostenendo che:
“C’è la campagna elettorale e credo esista la volontà di fare della «buonascuola» una battaglia politica, infatti al di là dei contenuti non si colgono gli aspetti innovativi mentre si sottolineano questioni che non esistono. Combattiamo l’ostruzionismo, cerchiamo il confronto. Si tratta di una svolta importante per la scuola italiana. Fa paura l’autonomia? Fa paura la valutazione? Non voglio credere che sia così. Anche creare concorrenza tra gli istituti serve a migliorare il sistema, compresa la formazione dei docenti che non c’è o meglio, è meno qualificata che altrove”.
Una battuta la Giannini la dedica anche sulla nuova figura manageriale del preside:
“I presidi sceriffi, tanto per capirci, non esistono. Esistono dirigenti di istituto che dovranno obbedire a quella che chiamiamo l’etica della responsabilità, figure che avranno la delega alla sintesi finale, alla decisione, attraverso strumenti che già possiedono, ma che non sono stati mai applicati. Sarà un grande cambiamento anche per la valutazione dei docenti e comprendo che gli insegnanti siano spaventati, ma anche l’operato dei presidi sarà contrassegnato dalla trasparenza totale. Su ogni decisione. Una garanzia fondamentale per le famiglie”.
Infine il Ministro si rivolge direttamente agli studenti che hanno aderito alla protesta di oggi: “Molti sono universitari e quindi non coinvolti direttamente. All’Università ci penseremo dopo. Ma dai giovani che ho ascoltato non ho raccolto critiche di merito”