Succede che nella lunga storia di una comunità i suoi rappresentanti politici non gli rendano giustizia, che quei cittadini non se li meritino proprio. Cerveteri non è il primo né, ahinoi, sarà l’ultimo caso di questa deplorevole discrasia.
Quello che invece rende gli amministratori pubblici ceretani eccezionali, eccellenze per usare un termine che va di moda nel settore dell’agroalimentare, è la loro specialità quasi fisica diremo, di annunciare iniziative bomba a cui, nella quasi totalità dei casi, all’annuncio segue il silenzioso nulla. Non ci aspetteremmo la “bomba Maradona”, la “testata di Zidane”, “a’ capa e Lavezzi”, ma almeno il rumorino prodotto da un minicicciolo sì, quello lo pretenderemmo. Invece no, manco quello!
Il giorno 16 di luglio il sindaco di Cerveteri, entusiasta, annunciava che sarebbe stata presto realizzata una opera pubblica fondamentale per la collettività: la Casa della Pace, proprio così, la Casa della pace!
La delegata (e figurati se mancava la delegata) rincarò la dose con legittima e partecipata passione: una iniziativa di tanto spessore civile e culturale. Tralasciamo la storia un pochino patetica messa on line, che con poca chiarezza, lasciava intendere che l’intera copertura dell‘”opera” fosse a carico della Regione Lazio, mentre le delibere sostengono che circa un terzo, quarantadue mila euro per essere precisi, del costo preventivato sarebbe a carico del nostro comune. Possiamo immaginare che anche in questo caso la frase oramai storica quanto quella di Garibaldi a Teano, ”Gli atti vanno interpretati non solamente letti!” sia stata pronunciata. È però legittimo credere che non sia un problema di mera interpretazione.
L’Assessore Mundula, ingegner da par suo, indicò il valore di innovazione architettonica dell’ “impresa”.
Il termine dei lavori, affidati alla ditta Mazzone, su progetto e direzione dell’architetto Toriani, venne previsto “entro duecentoquindici giorni” dall’inizio dei lavori che in vero furono immediati. Duecentoquindici giorni (numero curioso, non duecento, non trecento, ma proprio duecentoquindici): segno evidente di precisione, che sta a suggellare la presenza di ingegneri al governo della città e non di fantasiosi filosofi.
La ditta ha preso il fugone appena piazzata la recinzione metallica ed il luogo, posto proprio di fronte all’uscita della scuola elementare G. Cena, si è miseramente riempito di verzura circoscritta dai resti del recinto, (a proposito chi lo paga?) sempre più somigliante ad un gallinaro, anziché ad un cantiere definito “esempio di nuova progettualità, velocità di realizzazione, lungimiranza di interessi pubblici”.
Nello specifico della Casa della Pace irrealizzata e, ci auguriamo irrealizzabile, l’Amministrazione dovrebbe valutare altre interessanti proposte che valorizzino questo spazio di cui il comune è da alcuni anni proprietario. Tra queste spicca la fattibile costituzione di un “orto didattico” gestito da volontari in accordo con il corpo docente della scuola G. Cena, ad un tiro di schioppo e di semplice realizzazione, esperienza già funzionante in Italia e in Europa e che ha raccolto importanti risultati. Un progetto finalmente votato al coinvolgimento dei nostri figli in dinamiche innovative, con un occhio alle nostre radici più profonde teso a rafforzare il legame con la terra e con l’intero ecosistema. Per fare questo il comune dovrebbe superare, almeno per una volta, il personalismo e l’atteggiamento di esclusione di ogni buona idea che non provenga dal loro entourage, ci auguriamo che questa volta si riesca a superare l’ostinata “presenza” di alcuni in nome di un progetto comune.
Altro caso emblematico è quello delle piste ciclabili. Sbandierate in campagna elettorale come il segnale innovativo del raggruppamento vincitore, sostenuto dal già inquisito segretario regionale dell’IDV Maruccio, liste civiche, e coll’appoggio fondamentale al ballottaggio del propugnatore di centrali a Biogas nella provincia di Roma, l’emerito Nicola Zingaretti, non se ne vede né un ipotetico tracciato e neanche se ne sente più parlare. A Ladispoli, che non brilla per essere una cittadina dai governanti da podio, ne hanno già completati due chilometri e si apprestano a realizzare gli otto chilometri che porteranno i “ciclisti” dalla Torretta fino al parco di Palo.
Altro grande annuncio dello scorso settembre è stato quello della metanizzazione di Valcanneto. Grazie alla vecchia Amministrazione, quella di Ciogli per capirsi, che realizzò l’accordo con Italgas, ci sarebbero stati soldi sufficienti per far sì che entro il 2015 i valcannetini avrebbero potuto finalmente dire addio ai bomboloni. All’inizio del 2013 i lavori saranno già partiti, dichiararono. L’ingegner Mundula, dallo zainetto sempre in spalla, ha notato qualche ruspa in azione? I cittadini di Valcanneto, da anni “presi per i fondelli”, hanno avuto spiegazioni e risposte precise nel merito?
Per non parlare poi dei tetti fotovoltaici, del nuovo asilo comunale e molto di altro. Fumogeni da stadio.
Quello che, invece e purtroppo, ha avuto concreta e rapida realizzazione, pur non essendo stato annunciato, è l’impianto a Biogas di Pian della Carlotta, di cui oramai si attende solamente l’invito per la inaugurazione ufficiale. Sembra non interessare a nessuno la stagnazione a livelli insignificanti del numero dei turisti in terra d’Etruria, la desertificazione del centro storico, l’abbandono costante delle coltivazioni agricole tradizionali a favore di quelle a monocoltura o a “pannelli solari”. Alla base del buon governo deve esserci la sincerità: vale per tutti, ma soprattutto per coloro che si sono assunti o si sono trovati ad avere responsabilità minime o massime verso la collettività.
Siamo sicuri che questa città non se li meriti davvero questi governanti e siamo altresì certi che l’arcobaleno che è apparso dietro le colline dopo i tanti temporali, prefiguri finalmente giornate luminose.
