Tutto rinviato al 15 luglio. Il Tar del Lazio, infatti, ha rinviato l’udienza per chiudere la questione relativa al ricorso elettorale presentato dal candidato sindaco della Svolta Massimiliano Grasso, nonostante l’opposizione dell’avvocato di Cozzolino. E questo, alla luce anche del ritardo del deposito della relazione della Prefettura sulla verificazione, per dare modo di presentare un ulteriore ricorso per motivi aggiunti come annunciato dai legali di Grasso, gli avvocati Gruner e Dinelli. C’è tempo quindi fino al 20 maggio per presentare il nuovo ricorso. «Una decisione importante – ha spiegato Grasso – soprattutto perché, solitamente, il rito elettorale non prevede rinvii di udienze per l’urgenza alla base del procedimento. Il 15 luglio, quindi, si arriverà alla conclusione di questa pagina». Sui dettagli del ricorso non si è sbilanciato il leader della Svolta, attendendo il deposito del ricorso. «Si tratta ovviamente di fatti nuovi – ha aggiunto – emersi a seguito della verificazione e di cui prima non potevamo essere a conoscenza ma che invece oggi ci hanno portato a questa possibilità di presentare motivi aggiunti».
Per Massimiliano Grasso l’obiettivo era e rimane quello di tornare al ballottaggio. Nessun ripensamento, come qualcuno accusa. E quel qualcuno sono dei consiglieri del Movimento Cinque Stelle che hanno detto: «Smentisce se stesso e si rimangia la parola data» riferendosi alla decisione di qualche mese fa di rinunciare al Consiglio di Stato. «Ma così è – a detta del candidato sindaco della Svolta – il discorso legato all’omonimia ‘‘Cozzolino’’ è chiuso e non andrò avanti in tal senso. Ma non possiamo far finta di nulla di fronte all’esito della verificazione della Prefettura che, comunque, ha confermato la grande confusione che c’è stata. E che tra l’altro ha messo nero su bianco il magistrato Irene Abrusci nel verbale integrativo, inviato anche in Procura, e a seguito del quale è stato aperto anche un fascicolo». Già la presenza, in una sezione, di una scheda in più rispetto al numero dei votanti, fatto tra l’altro già denunciato nei mesi scorsi, è stata una delle anomalie riscontrate in sede di riconteggio. Ma, a quanto pare, dalle parole di Grasso, non sembra sia l’unica. «Avremmo potuto andare avanti nella ricerca delle schede con il crocesegno e l’omonimia Cozzolino – ha aggiunto – e ripeto che non lo faremo. Sul resto però il caos c’è stato, negli scrutini, e la presenza della scheda in più lo dimostra. Non chiederemo comunque ulteriori adempimenti istruttori». Il 15 luglio, quindi, si dovrebbe chiudere questa partita. Nel frattempo è attesa in queste ora la sentenza per i ricorsi presentati dai candidati consiglieri Sandro De Paolis e Gino Vinaccia.
Fonte: civonline.it
