Elezioni Cerveteri, i retroscena sulla convergenza verso Moscherini • Terzo Binario News

Elezioni Cerveteri, i retroscena sulla convergenza verso Moscherini

Mar 27, 2022 | Cerveteri, Politica

Che cosa è successo nel centrodestra cerite per far convergere tutti sul nome di Gianni Moscherini e lasciando così a piedi Anna Lisa Belardinelli?

La sensazione che senza una certa compattezza di coalizione aumenti la possibilità di andare a governare il comune etrusco.

Quando la Belardinelli uscì allo scoperto, e in quel momento fu la prima, a molti nell’area moderata cerite, è sembrata come una fuga in avanti sebbene avesse l’appoggio di Fratelli d’Italia e Luca Piergentili quello della Lega.

A dicembre però era chiaro che non c’era unità di vedute sulla candidata, tant’è vero che Salvatore Orsomando e Lamberto Ramazzotti non appoggiarono la scelta. Il primo è l’esponente locale di Forza Italia, l’altro un civico che pochi giorni fa ha minacciato di candidarsi lui se i nomi in campo fossero rimasti gli stessi, forte di un gruzzolo di voti – a suo dire – decisivo per vincere.

Chiaro il messaggio: o ci si siede al tavolo con un nome diverso oppure ognuno corre per sé. E nelle segreterie romane e provinciali il segnale è arrivato forte e chiaro: per questo dapprima si è provato a mettere assieme tutti intorno al nome di Massimiliano Grasso.

Il giornalista ed ex vice sindaco di Civitavecchia però si è sfilato dalla corsa e allora è spuntato il nome di Gianni Moscherini su cui invece c’è stata la convergenza dei pezzi importanti del centrodestra ovvero i tre partiti e a seguire le liste civiche.

Per Anna Lisa Belardinelli una delusione cocente è vero, visto che nel 2017 fu lei a opporsi al ballottaggio alla vittoria di Alesio Pascucci. Ha pensato di essere automaticamente investita del ruolo anche in questa tornata elettorale e invece ha pagato due aspetti: l’inesperienza politica da una parte (ovvero pensare a un nome diverso dal suo assumendo un ruolo diverso e rimanendo in campo) e la mancata capacità di scendere a compromessi. Quest’ultima però si sta trasformando in una dote: infatti dai post che ha scritto si intuisce la volontà di correre comunque, forte del consenso di una parte di città che la stima.

Insomma la Belardinelli sacrificata sull’altare dell’unità del centrodestra sarà la voce degli scontenti del suo fronte politico, di coloro che hanno già detto di non votare lo “straniero” Moscherini.

Di conseguenza, la coalizione arriverà alle urne comunque spaccata e Fratelli d’Italia ancora più spaccata, perché la consigliera attingerà da quel bacino di voti.

Al probabile ballottaggio si vedrà eventualmente il da farsi.