Decreto CuraItalia, CNA: “E’ solo un primo passo" • Terzo Binario News

Decreto CuraItalia, CNA: “E’ solo un primo passo”

Mar 17, 2020 | Civitavecchia, Cronaca, Viterbo

“Il decreto CuraItalia, contenente le misure a sostegno di famiglie, lavoratori e
imprese per contrastare gli effetti dell’emergenza coronavirus sull’economia, per
quanto al momento conosciuto, è solo un primo passo”. Così la CNA.

“Le risorse messe in campo, 25 miliardi, seppure importanti, non saranno sufficienti
a proteggere lavoro autonomo e piccole imprese con interventi adeguati alla
drammatica gravità della situazione. Gli interventi a favore delle imprese, che
spaziano dalla sospensione dei versamenti al sostegno al credito, agli
ammortizzatori sociali – osserva l’Associazione – vanno indirizzati con maggiore
incisività a favore del lavoro autonomo, delle attività di minore dimensione e delle
filiere (turismo, trasporti, ristorazione, cinema e cultura) che più di altre stanno già
subendo i colpi di questo blocco totale delle attività e degli incassi”.

“Non possiamo che considerare, quindi, il decreto come l’inizio di misure più
durature e robuste che diano maggiore liquidità alle imprese, a partire dalla
riduzione dei carichi fiscali e contributivi, innalzando la soglia dei 2 milioni di ricavi
per la sospensione dei pagamenti”, è la considerazione di CNA.

“Occorrono risorse proporzionate rispetto all’enormità dei danni che stiamo
sopportando e che sono destinati a moltiplicarsi se l’emergenza dovesse protrarsi
per mesi, con effetti drammatici per i livelli produttivi e l’occupazione del Paese. Ci
sarà quindi presto bisogno – sostiene CNA – di una manovra di ulteriore stimolo e
sostegno all’economia di proporzioni mai sperimentate in precedenza”.

“Mai come in questo momento è necessario che l’Europa, di fronte a un dramma
comune a tutti gli Stati membri, sappia costruire risposte di grande respiro sul piano
delle risorse, della ricerca e delle regole a partire dall’immediata sospensione del
patto di stabilità, per proteggere e rilanciare il nostro continente. È un banco di
prova che può rafforzare la fiducia e il ruolo dell’Unione Europea o decretare la fine
del sogno dei padri fondatori se dovessero prevalere gli egoismi e le chiusure”.