Corsa al Quirinale, tra “franchi positivi” e il ritorno del Cavaliere • Terzo Binario News

Corsa al Quirinale, tra “franchi positivi” e il ritorno del Cavaliere

Gen 10, 2022 | Politica

Da Berlusconi a Mario Draghi, dalla Casellati a Letizia Moratti con l’incubo della variante Omicron

La data è fissata: lunedì 24 gennaio il Parlamento riunito in seduta comune nella ben più ampia Camera dei Deputati sarà chiamata ad eleggere il nuovo Presidente della Repubblica Italiana. Si svolgerà una sola votazione al giorno e da quanto trapelato sembra che ogni singolo scrutinio possa durare fino a 5 ore.

La politica parlamentare e non solo è in fermento per decidere quale sarà la figura che per i prossimi sette anni raccoglierà l’eredità di Sergio Mattarella, al passo d’addio dopo un mandato contraddistinto da quattro Presidenti del Consiglio e cinque Governi, di cui due guidati da Giuseppe Conte, ma soprattutto da due anni di pandemia.

C’è chi lo vuole patriottico, chi lo vuole Donna. La corsa al colle è aperta oramai da tempo, tra candidature ufficiali e poi smentite, ipotesi e suggestioni l’unica cosa certa è che tra poco più di 3 settimane avremo un nuovo Presidente della Repubblica.

La prima certezza è che non ci sarà un Mattarella-bis. Lo ha confermato lo stesso Presidente in più occasioni e anche nell’ultimo discorso del 31 dicembre nonostante da alcune forze politiche giunga ancora forte la richiesta di fare un sacrificio per amor di patria. Non ci sarà nemmeno la Senatrice a Vita Liliana Segre, memoria vivente dell’Olocausto, che già settimane prima delle festività natalizie, con garbo ed eleganza aveva rifiutato l’ipotesi di una sua candidatura.

Ci sono poi le candidature. In primis quella di Silvio Berlusconi. Il Cavaliere, in sella e al centro dello scenario politico dal 1994, 85anni, è eurodeputato dal 2018. Manca invece dalle aule parlamentari italiane dal 2013, dopo il voto sulla sua decadenza da Senatore avvenuta a seguito di una condanna in via definitiva. Un rapporto piuttosto articolato quello tra il Cavaliere e la Giustizia. Un nome forte, che se da un lato unisce, a quanto pare, il centrodestra, visti i corsi e ricorsi storici non otterrebbe consenso dal resto del Parlamento.

Necessario e doveroso però evidenziare, come il Centrodestra potrebbe avere i numeri per eleggere Berlusconi, anche facendo affidamento sui voti dei grandi elettori provenienti dalla Regioni, governate in maggioranza da esponenti di centrodestra.

Forte e quest’anno anche concreta l’ipotesi di una candidatura in rosa. In pole, la Presidente del Senato Maria Alberti Casellati. Potrebbe, in caso di elezione, segnare un nuovo primato. Dopo essere stata la prima Donna eletta a Palazzo Madama, con il consenso più alto dal 1987 ad oggi, diventerebbe anche la prima Donna Presidente della Repubblica Italiana.

Altri nomi, quelli dell’ex Presidente del Senato Marcello Pera, la ex Sindaca di Milano Letizia Moratti e Gianni Letta, storico fedelissimo del Cavalier Berlusconi, ma anche zio di Enrico Letta, segretario del Partito Democratico.

Poi ci sono gli “onnipresenti”, ovvero quelli che ogni sette anni, dopo una lunga carriera politica e istituzionale “risbucano fuori”. Tornano anche quest’anno infatti i nomi di Romano Prodi, il quale sicuramente starà ben lontano da eventuali apparizioni reduce dalle ferite mortali dei franchi tiratori del 2013, Giuliano Amato e i più “giovani” Dario Franceschini, attuale Ministro ai Beni Culturali, e Paolo Gentiloni, già Presidente del Consiglio e attuale e Commissario europeo per gli affari economici e monetari nella Commissione von der Leyen.

Infine le due incognite: la prima ha un nome e cognome, ovvero quello del Presidente del Consiglio Mario Draghi. Una sua elezione al Colle più alto creerebbe un terremoto politico. Sicuramente la nomina di un nuovo Governo. C’è da vedere poi se il nuovo Esecutivo nascerà dopo un ritorno alle Urne o dopo i tradizionali incontri di Palazzo.

La seconda è determinata dal COVID-19. La Presidenza della Camera sta già predisponendo un apposito protocollo per evitare quanto più possibile gli assembramenti, praticamente inevitabili in un’Aula che per diversi giorni vedrà oltre 1000 persone pressoché in contemporanea. Ma isolamenti, quarantene e positività sono dietro l’angolo. Lungi dal pensar male, ma anche un eventuale voto telematico non inviato per “sbaglio”, qualora si adottasse questa ipotesi, potrebbe essere determinante per “fucilare” alle spalle qualche candidato …

Chi vuol esser Capo dello Stato? La corsa al Colle più alto, è ufficialmente aperta.