Riceviamo e pubblichiamo – Il Governo sta tentando di raggiungere il risultato che nessuno sinora era mai riuscito a raggiungere: la privatizzazione dell’acqua e dei servizi pubblici locali. Lo sta facendo attraverso due provvedimenti: il decreto “Sblocca Italia” e la “Legge di Stabilità”. Con il primo, vuole obbligare i Comuni ad aggregare le società del servizio idrico per arrivare ad un gestore unico per ogni ambito territoriale, spesso coincidente con il territorio regionale. Con la seconda, vuole rendere sempre più onerosa la gestione pubblica dell’acqua per spingere così gli enti locali a privatizzare incentivando la cessione delle quote comunali ai privati concedendo ai Comuni di usare il ricavato per spese fuori dal patto di stabilità. In questo modo si vuole cancellare il risultato referendario che nel 2011 ha visto la maggioranza assoluta del popolo italiano pronunciarsi per una gestione pubblica, partecipativa, territoriale e senza profitti dell’acqua e di tutti i beni comuni.
L’obiettivo del Governo è di affidare l’acqua e tutti i servizi pubblici locali alle quattro grandi multiutility collocate in borsa: A2A, Iren, Hera ed Acea, favorendo ancora una volta i grandi capitali finanziari a discapito delle comunità territoriali e soprattutto del bene comune.
Il Nuovo decreto “Sblocca Italia” e la “Legge di Stabilità”, oltre alla svendita dei beni comuni, in nome della semplificazione, rendono più semplice lo sfruttamento del suolo senza però pensare alla tutele del territorio, con l’evidenza che i disastri ambientali che si stanno susseguendo negli ultimi anni non sono ancora serviti da insegnamento.
A differenza della gestione pubblica lo scopo primario delle grandi aziende private è il business e a farne le spese saremo come al solito noi cittadini che ci ritroveremo una tariffazione più cara in bolletta, e nei momenti di difficoltà alcuni di noi potranno incorrere in distacchi idrici necessari e quindi l’inizio della privazione di un bene fino ad ora considerato di prima necessità.
La legge in questione è la n. 5/2014 “Tutela , Governo e Gestione pubblica delle acque”, dove l’art.10 riporta testualmente: “Ferma restando l’operatività delle convenzioni di cooperazione in essere di cui all’articolo 4 della legge regionale 22 gennaio 1996, n. 6 (Individuazione degli ambiti territoriali ottimali e organizzazione del servizio idrico integrato in attuazione della legge 5 gennaio 1994, n. 36) e successive modifiche, le gestioni provvisorie non rientranti nelle convenzioni di cooperazione operano fino all’individuazione degli ambiti di bacino idrografico di cui all’articolo 5, comma 1.”
In poche parole, le Regioni potranno continuare ad amministrare direttamente il servizio Idrico fino a quando non saranno individuati gli Ambiti di Bacino Idrografico.
Cosa sta facendo la Regione Lazio? Prima di Natale, esattamente il 16 dicembre è stata presentata una prima proposta di suddivisione territoriale Regionale ossia l’individuazione dei nuovi ABI (Ambiti di BacinoIdrografico). Nei mesi successivi si è sviluppato un confronto tra comitati dell’acqua, sindaci e consiglieri regionali che, tenendo conto di tante piccole realtà che si differenziano sul nostro territorio, hanno presentato un documento con numerose positive modifiche apportate rispetto a quello originale. La nuova proposta però è stata purtroppo completamente ignorata dal governo che con il decreto Sblocca Italia ha rimesso tutto in discussione.
Entro il 30 settembre 2015 si dovranno completare gli affidamenti e i nuovi ABI dovranno subentrare agli Ato (Ambiti Territoriali Ottimali) decaduti.
Come è possibile immaginare, le aziende private stanno facendo forti pressioni verso quegli Enti Locali che amministrano in autonomia il servizio idrico affinché cedano la gestione agli ATO. In particolare Acea ATO2, la società del Gruppo Acea che gestisce il servizio idrico integrato dell’ambito territoriale 2 Lazio Centrale, sta continuando a compiere azioni per “accaparrarsi” l’attuale gestione autonoma del sevizio idrico del Comune di Anguillara Sabazia.
Il Comitato Anguillara in Movimento, preoccupato per la gestione dell’acqua sul proprio territorio, chiede all’amministrazione comunale che si adoperi per far rispettare la volontà dei cittadini e il diritto dell’acqua e che si compia qualsiasi azione per informare i cittadini della situazione attuale e futura sulla gestione Acqua Pubblica.
